Roman Polanski, nuova accusa di stupro in Francia

Il regista era stato già condannato negli Stati Uniti alla fine degli anni Settanta per lo stupro di una 13enne

Una donna francese, Valentine Monnier, ha accusato il regista Roman Polanski di averla violentata nel 1975. A raccoglierne la testimonianza è il quotidiano Le Parisien.

Fotografa, ex modella a New York, attrice in qualche film, la donna afferma oggi di essere stata stuprata «con estrema violenza, dopo una discesa in sci, nello chalet di Gstaad, in Svizzera«, del regista. «Mi colpì, mi riempì di botte – racconta – fino a quando non opposi più resistenza, poi mi violentò facendomi subire di tutto. Avevo appena 18 anni».

È l’ultima accusa contro il regista di origini polacche, fuggito in Francia nel 1978 dagli Stati Uniti dopo aver ammesso lo stupro di una ragazza di 13 anni. L’86enne è da allora un fuggitivo per il sistema giudiziario americano, nonostante i ripetuti tentativi di estradarlo. 

​L’avvocato di Polanski, Herve Temime, ha dichiarato che il regista «nega fermamente tutte le accuse di stupro», aggiungendo che queste «risalgono a 45 anni fa e non sono mai state denunciate alle autorità giudiziarie».

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