Trattativa Stato-mafia, Berlusconi testimone per Dell’Utri. Ma l’ex premier non risponde ai giudici

La difesa di Marcello Dell’Utri, imputato al processo d’appello sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, ha chiesto di proiettare in aula una video intervista di Berlusconi in cui dichiarava che il suo governo non aveva mai ricevuto minacce mafiose

L’ex premier Silvio Berlusconi è arrivato nell’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo davanti alla Corte d’Assise d’Appello che celebra il processo di secondo grado sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia. Citato dai legali dell’imputato Marcello Dell’Utri, scrive l’Ansa, è stato sentito come testimone assistito.

Uno status che gli garantisce la facoltà di non rispondere – perché indagato a Firenze per le stragi mafiose del 1993. E infatti l’ex premier ha deciso di non rispondere ai giudici, oltre a negare il permesso per farsi riprendere e fotografare in aula.

Secondo quanto stabilito dalla corte nell’ordinanza che ne ha disposto la citazione, Berlusconi avrebbe dovuto riferire su «quanto sa a proposito delle minacce mafiose subite dal governo da lui presieduto nel 1994 mentre era premier».

L’ex senatore Marcello Dell’Utri a Rebibbia, Roma, 7 luglio 2018. ANSA

La richiesta di citare a deporre l’ex premier era stata fatta dall’avvocato Francesco Centonze, legale di Marcello Dell’Utri, ex senatore di Fi condannato in primo grado a 12 anni per minaccia a Corpo politico dello Stato, nell’atto di impugnazione della sentenza. Berlusconi, che le motivazioni del primo verdetto dipingono come vittima della minaccia stragista rivolta da Cosa nostra allo Stato, per il tramite di Dell’Utri, non è mai stato sentito in aula, né in fase d’indagine. Una circostanza che, secondo il legale, andrebbe sanata essendo l’esame di Berlusconi «una logica conseguenza dalla qualifica di persona offesa attribuita al medesimo nella sentenza impugnata in quanto destinatario finale della ‘pressione o dei tentativi di pressione’ di Cosa nostra».

La difesa di Marcello Dell’Utri, imputato al processo d’appello sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, ha chiesto di proiettare in aula, prima della deposizione dell’ex premier prevista per oggi, una video intervista di Berlusconi in cui, dopo il verdetto di primo grado, dichiarava che il suo governo non aveva mai ricevuto minacce mafiose. La Procura generale si è opposta alla richiesta: «Questa è un’aula di giustizia, non uno studio televisivo», ha detto il pg Giuseppe Fici. La corte si è ritirata in camera di consiglio per decidere.

Silvio Berlusconi interviene al convegno organizzato dal movimento Seniores di Forza Italia “Giù le mani delle pensioni”, Milano, 28 settembre 2019. ANSA

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