Le Sardine arrivano a Milano, la denuncia di un attivista: «Sono vittima di squadrismo da social» – L’intervista

di OPEN

Emiliano Leone è finito in una “lista nera” che si è diffusa tra account e siti sovranisti perché amministra il gruppo Facebook di Milano. Dicono che è «al soldo di Soros». Ma le cose non stanno proprio così

Emiliano Leone è un lavoratore 37enne dell’hinterland milanese. Nel tempo libero fa il catechista e si dedica ad attività sociali sul territorio. In passato ha collaborato a livello territoriale con Volt Italia, il movimento transnazionale europeista, creato da giovani e che ha apertamente dichiarato di aver ricevuto alcuni finanziamenti da George Soros. 

Ma Leone, negli ultimi mesi, per impegni personali e lavorativi non ha più avuto modo di collaborare attivamente con Volt, mentre ha deciso di accettare l’invito di aiutare la sezione milanese del movimento delle Sardine e gli è stato chiesto se avesse voglia di amministrare una pagina su Facebook. Il suo nome è improvvisamente finito in una “lista nera” diffusa tra account e siti sovranisti, spesso spacciatori di notizie false. Nella lista Leone viene definito «esponente di Volt» e accusato di essere «al soldo di Soros». 

Subito dopo la pubblicazione della “lista nera” di nomi, “rei” di essere amministratori del gruppo delle Sardine di Milano, Leone è stato subissato di insulti e minacce. 

Per capire meglio lo abbiamo chiamato e ci ha raccontato come è passato dall’essere un lavoratore, che nel tempo libero si dedica al sociale e alla politica locale, a vittima di “squadrismo da social”.

Può spiegarci cosa la collega a Volt Italia e cosa alle Sardine di Milano?

«Fino a un paio di mesi fa davo una mano a Volt, un partito di giovani europeisti. Siccome l’idea mi piaceva, da gennaio fino a luglio ho dato una mano come attivista per crescere sul territorio, occupandomi di organizzare piccoli eventi e iniziative locali, come il Fridays for Future. Dopodiché, per impegni personali, ho un po’ abbandonato le attività connesse a Volt. Sul mio profilo Facebook era presente il logo di Volt».

«La scorsa settimana ero stato contattato da alcuni conoscenti, amministratori del gruppo delle Sardine di Milano che mi hanno chiesto se avevo voglia di dare una mano. Ho accettato e sono stato nominato amministratore. Tuttavia, a causa degli impegni lavorativi non ho fatto praticamente nulla, figuravo solo tra gli amministratori del gruppo.»

Improvvisamente, però, ha iniziato a ricevere insulti e minacce. Cos’è successo?

«Una giornalista di un giornale sovranista mi ha inserito in una sorta di “lista nera” assieme ad altre persone amministratrici del gruppo, che si è diffusa progressivamente su altri siti e pagine apertamente sovranità. Nell’elenco vengo descritto come “esponente del partito Volt, che è stato finanziato da Soros”».

«Io in realtà faccio una vita qualunque, lavoro, faccio l’insegnante di catechismo e ogni tanto, nel tempo libero, mi diletto a fare queste cose perché la politica comunque mi interessa. Ma vedermi descritto come  “esponente politico di Volt e finanziato da Soros” mi è sembrato fuorviante oltre che esagerato. Poi certo, sono conscio che inizialmente Volt abbia ricevuto un finanziamento da Soros, ma io son stato attivo in Volt solo per pochi mesi e recentemente ho abbandonato l’attivismo con loro». 

Come ha reagito al post della giornalista?

«Vedendomi descritto così ho chiesto di segnalare il post contenente queste informazioni false. La giornalista a sua volta ha pubblicato un post con la mia foto e con il mio nome e cognome. Da allora son stato bersagliato da insulti indicibili e minacce sui miei profili personali, sia da sovranisti sia da alcuni sostenitori del M5s».

Uno dei messaggi ricevuti da Emiliano Leone dopo la diffusione della “lista nera” degli amministratori del gruppo delle Sardine di Milano
Alcuni commenti rivolti a Emiliano Leone sotto il post della giornalista che ha pubblicato la lista degli amministratori della pagina delle Sardine di Milano

E quale è stata la sua reazione?

«Ho deciso – al momento – di soprassedere. Ma quel che mi ha colpito è come queste persone prendano di mira una persona qualunque – o che comunque non ha tutto il peso politico che loro sostengono abbia – e la espongano a una gogna che mette in atto una sorta di “squadrismo da social” con insulti e minacce verso il “bersaglio”. La cosa mi ha anche spronato ad impegnarmi con le Sardine perché, non per mia scelta, ho toccato con mano quello che le Sardine tentano di contrastare».

Questi gruppi che le hanno dato contro accusano le Sardine di essere manovrate dai politici. Come risponde a queste parole? 

«Le Sardine non possono essere apolitiche, perché già per il fatto di rivendicare dei valori antifascisti, e di scendere in piazza contro le politiche discriminatorie di Salvini non può far di noi di un movimento apolitico. Ma siamo apartitici, e non siamo finanziati da nessuno».

«Sono stato un attivista di Volt ma questo non vuol dire nulla, non ho ricevuto alcun tipo di finanziamento, ma mi son limitato ad aiutarli a organizzare iniziative sul territorio. Sostenere che io sia un esponente politico è abbastanza assurdo. Figuriamoci ricevere i finanziamenti… Siamo semplicemente persone comuni che si interessano al Paese. Per fortuna».

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