Prescrizione: le Camere Penali annunciano lo stato di agitazione contro la riforma Bonafede

Le Camere Penali annunciano battaglia contro «i monologhi a senso unico sui media e la incivile campagna di mistificazione e di inganno della pubblica opinione sulla prescrizione»

Manca poco all’entrata in vigore della riforma Bonafede approvata nello Spazzacorrotti, ma non è ancora stata trovata una soluzione per la revisione del processo penale. E ad annunciare battaglia arriva anche l’Unione delle Camere Penali Italiane. «Prosegue la battaglia contro l’abolizione della prescrizione», esordisce una nota dell’Ucpi in cui si annuncia «lo stato di agitazione a sostegno di questa campagna politica che, lungi dall’essersi conclusa, prosegue ora con obiettivi ancora più ambiziosi e determinati».


Nonostante «il prossimo e preannunciato vertice di maggioranza, perdura il silenzio del ministro di Giustizia in ordine alla richiesta dei dati statistici su quali siano i reati che ogni anno si prescrivono, fino a oggi non a caso sistematicamente nascosti alla pubblica opinione e al Parlamento della Repubblica, e incredibilmente persino al Governo che il prossimo 7 gennaio 2020 dovrà discutere sul tema della prescrizione senza conoscerne i dati», scrive l’Ucpi.

«Prossimo ricorso giurisdizionale per ottenere una semplice verità statistica sulla prescrizione che demolirebbe il castello di menzogne sulle quali è stata costruita una delle più sgangherate e pericolose riforme della storia repubblicana», si legge ancora nella nota. «Pieno sostegno al progetto di legge Costa per l’abrogazione della controriforma Bonafede della prescrizione. Progetto referendum, prossimi incontri con tutte le forze politiche e parlamentari, la società civile e tutte le componenti dell’Avvocatura per valutare la concreta ed effettiva possibilità di costituire un Comitato Promotore del referendum abrogativo della riforma Bonafede».

Le Camere Penali annunciano battaglia contro «i monologhi a senso unico sui media e la incivile campagna di mistificazione e di inganno della pubblica opinione sulla prescrizione, condotta senza ritegno dal fronte populista, perfino con la manipolazione spudorata degli scritti di Cesare Beccaria, per acquisire falsamente il grande giurista – simbolo dell’Ucpi – nientedimeno che tra i sostenitori della abolizione della prescrizione».

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