Prescrizione, ok dal Cdm al ddl sul processo penale (c’è anche il lodo Conte bis). Il premier: «Iv dovrà chiarire cosa intende fare»

Il partito di Matteo Renzi non ha partecipato alle trattative, ma Conte ha smentito di voler trovare i numeri per sostituire Italia Viva in Parlamento

Il Consiglio di ministri ha dato il via libera al ddl sulla riforma del processo penale. Nel provvedimento c’è anche il lodo Conte bis. Italia viva, contraria al lodo Conte, non era presente alle trattative. Il partito di Matteo Renzi infatti ha deciso di non sedere al tavolo, come annunciato nel pomeriggio e confermato dallo stesso Renzi. Un tema, quello della prescrizione, che rischia di innescare una crisi di governo. Significativo il colloquio telefonico, avvenuto oggi, tra Giuseppe Conte e Sergio Mattarella. Inoltre, Renzi non ha escluso un ritorno alle urne. «Italia Viva deve chiarire anche al Paese che cosa intende fare», ha detto Conte nella conferenza stampa, iniziata dopo le 23. «Nella consapevolezza che se devono correre con noi e con il Paese, devono essere disponibili a non ostacolare l’azione di governo».

Conte: «L’assenza di Iv è una loro sconfitta»

Il premier Conte ha rilasciato alcune dichiarazioni sull’assenza dei renziani al Cdm. «Mi dispiace che non ci sia stata Iv, che abbiano deciso di non dare il proprio contributo a questo importante risultato». Conte ha comunque smentito alcune ipotesi di stampa, per le quali sarebbe negli obbiettivi di maggioranza trovare i numeri per sostituire il partito di Italia viva. «Per una forza politica è sempre una sconfitta decidere deliberatamente di non sedersi a un tavolo importante come il Cdm – ha aggiunto – quindi rinunciare a lavorare con i propri compagni di viaggio. Un ministro ha sempre il dovere di sedersi al tavolo. Da me troveranno sempre una porta aperta per il dialogo».

Bonafede: «Dispiace che Italia Viva si sia defilata»

«Nessuno stravolgimento, ma un intervento chirurgico su cose che l’esperienza quotidiana ci dice che non funzionano», ha dichiarato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Nello spiegare le decisioni prese durante il Cdm, anche Bonafede si è detto dispiaciuto per il ritiro del partito di Renzi dalla partita del governo sulla prescrizione: «Questa riforma è frutto di una collegialità nel lavoro con le altre forze politiche, abbiamo lavorato e mi dispiace sinceramente che alla fine una delle quattro forze abbia deciso di defilarsi».

Lo scontro

«Tornare al voto? Questo lo decide il presidente della Repubblica. È chiaro che c’è anche questa possibilità», ha detto in un’intervista su Rete4. Poco prima del vertice, Dario Franceschini ha riunito a Palazzo Chigi i ministri del Pd. Lo stesso segretario dem Nicola Zingaretti non ha risparmiato critiche a Renzi, ricordando che la vera emergenza nazionale è che l’Italia è «ultima tra i Paesi zona euro per crescita». Critiche sono arrivate anche da Vito Crimi. «C’è chi vive di slogan e polemiche e chi lavora», ha detto il capo politico reggente del M5s. Ma lo scontro più duro è stato quello tra Renzi e il premier Giuseppe Conte. «Assenti in Cdm? Ingiustificabili, fanno opposizione maleducata. Urge chiarimento», ha detto il premier. «Se vuoi un’altra maggioranza, ti aiuto io», ha risposto Renzi.

Lodo Conte e riforma processo penale

Una delle principali critiche alla legge Bonafede che ha introdotto lo stop della prescrizione riguarda i tempi del processo. La paura dei critici alla norma, tra cui Italia viva, è che senza la prescrizione i cittadini rimangano sotto processo per un tempo indefinito. Per questo già durante il governo gialloverde il dibattito sulla legge Bonafede è stato legato alla riforma del processo penale il cui scopo è proprio quello di accorciare e semplificare i tempi dei processi.

La lite nel nuovo governo sulla legge Bonafede, ha portato le forze della maggioranza a rivedere la norma. Pd, M5s e LeU hanno infine trovato l’accordo sul lodo Conte bis, che porta il nome dell’avvocato Federico Conte, deputato di LeU. A cui Italia viva ha messo il veto. Il lodo Conte bis prevede, in estrema sintesi, lo scatto del blocco della prescrizione soltanto dopo la doppia condanna.

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