Mentre Facebook tentenna, le Big Tech si schierano per George Floyd. Basteranno un paio di banner?

Twitter ha segnalato i contenuti di Donald Trump ma non è l’unica azienda che ha deciso di prendere posizione. Ora Black Lives Matter compare anche nelle schermate di caricamento dei videogiochi

Alexis Ohanian ha lasciato il cda di Reddit, il social network che aveva contribuito a fondare nel 2005. Ai suoi ex colleghi una sola richiesta: «Riempite il mio posto con un candidato nero». Sul suo sito personale Ohanian ha pubblicato un post in cui spiega di aver preso questa decisione pensando alla figlia avuta con la tennista Serena Williams. Ora avrà una risposta da dare alla sua bambina quando riguardando le immagini di questi giorni gli chiederà «What did you do?», «Tu che cosa hai fatto?».

In Italia non è noto come altri social ma secondo la classifica di Alexa Internet, Reddit è il 20° sito più cliccato al mondo. Un gradino sopra Netflix. Questo gesto è uno degli esempi di come le Big Tech degli Stati Uniti si stiano schierando a favore del movimento di protesta nato dopo la morte di George Floyd. Un dispiegamento di endorsement che per adesso vede un solo grande assente: Facebook, ancora indeciso se censurare le parole di Donald Trump che sostengono l’uso della forza da parte della polizia.

Da Google a Amazon, il ritorno di Black Lives Matter

Nel 2017 Ziad Ahmed, studente originario del Bangladesh ha riempito il form per la domanda di ammissione dell’Università di Stanford scrivendo per cento volte Black Lives Matter. Il prestigioso ateneo californiano non solo ha deciso di accoglierlo fra i suoi iscritti ma gli ha anche inviato una lettera di complimenti. Black Lives Matter, abbreviato in BLM, è uno degli slogan più noti nella lotta per i diritti delle persone di colore negli Stati Uniti. La prima volta è comparso nel 2013, insieme alle proteste per l’assoluzione di George Zimmerman, l’uomo che aveva sparato al 17enne Trayvon Martin.

9to5google | Una delle schermate di Google Assistant

Negli ultimi giorni Black Lives Matter è tornato nelle piattaforme digitali che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni. Ora negli Stati Uniti quando si chiede all’assistente Google: «Hey Google, do black lives matter» si ottiene come risposta «Le persone di colore meritano la stessa libertà che in questo Paese viene concessa a chiunque altro. Riconoscere le ingiustizie che affrontano è il primo passo per risolverle».

Anche su Amazon è comparso questo slogan anche se non è stato molto gradito da Macy, una donna che ha deciso di scrivere una mail a Jeff Bezos dove spiega di essere infastidita da questa scelta. L’oggetto della sua mail è All Lives Matter, un contro slogan usato spesso da chi critica il movimento BLM. Alla mail ha risposto direttamente Bezos: «No, Macy, non sono d’accordo con te. Black Lives Matter parla al razzismo e al rischio sproporzionato che i neri affrontano nel nostro sistema giudiziario».

Bene gli slogan. Ma poi?

Il supporto ai movimenti per la difesa dei diritti dei cittadini afroamericani arriva anche dai videogiochi. Call of Duty: Warzone e Call of Duty: Modern Warfare hanno inserito Black Lives Matter nelle schermate di caricamento. Un applauso alle Big Tech? Un attimo. Come scrive Gita Jackson su Vice parlando delle compagnie di videogiochi, qui si tratta di aziende con fatturati astronomici. Inserire un banner è semplice ma poi bisogna vedere qual è l’impegno concreto. Proprio per questo Ohanian di Reddit ha chiuso la lettera in cui invitava il cda a sostituirlo con un nero con l’annuncio di una donazione: un milione di dollari a sostengo di Know Your Rights Camp.

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