Referendum, vince il «sì» con il 70%. L’ultima mossa della Lega: «Dopo questo risultato, il Parlamento è illegittimo: bisogna andare al voto»

Il no si è fermato al 30%. «Torniamo ad avere un parlamento normale»., ha commentato Luigi Di Maio

Il taglio dei parlamentari si farà. Con un’affluenza che è andata oltre il 53%, il referendum costituzionale ha visto la vittoria del sì con il 70% dei voti. Le modifiche al testo vedranno una riduzione del 36,5% dei componenti di entrambe la camere. Esulta l’asse M5S-Pd, o meglio, esultano Di Maio e Zingaretti che possono mantenere salda l’alleanza al governo.


Il Sì ha vinto soprattutto nelle periferie. Mentre il No è stato scelto dai grandi centri storici. A Roma il Sì ha registrato il 60% dei voti. Ma a votare No sono stati solo quei municipi a guida Pd. Considerazione simile in Veneto dove, se la coalizione di centrodestra ha trionfato alle regionali, non è stato cosi per il referendum. Secondo le analisi di voto, tre delle cinque province italiane che hanno visto il maggior numero di “no” si trovano nella roccaforte veneta della Lega. Ma la vittoria del Sì è soprattutto la vittoria del Movimento 5 stelle e di una delle sue battaglie simbolo.

23.16 – 21 settembre -

«La Lega gode di ottima salute». Ne è convinto il segretario del Carroccio della Regione Liguria Edoardo Rixi, ospite alla Maratona Mentana, su La 7. Secondo Rixi, in questa fase «quello che la gente chiede è un cambiamento a livello nazionale: premia i governatori che hanno governato bene e in Liguria c’è stato il peggiore risultato registrato del centrosinistra». Ma soprattutto, ha sottolineato Rixi, dopo la vittoria del «sì» al referendum, «questo Parlamento è illegittimo, appare chiaro che non può eleggere il capo dello Stato». Nei giochi della Lega, la spallata al governo potrebbe dunque arrivare proprio dal risultato del referendum.

19.18 – 21 settembre -

L’analisi di YouTrend sul voto dei 10 maggiori comuni italiani rivela come nelle grandi città di Roma e Milano il Sì ha vinto con rispettivamente il 60,1 e il 56,5%. A Napoli le preferenze per il taglio dei parlamentari superano il 74%, così come a Palermo, Bari e Catania.

18.46 – 21 settembre -

L’affluenza definitiva per il voto sul referendum è stata del 53,84%, secondo i dati diffusi dal Viminale.

18.36 – 21 settembre -

«La netta affermazione del ‘Sì’ al referendum ci consegna la possibilità e la necessità di aprire una stagione di riforme che vada oltre la semplice riduzione del numero dei parlamentari». Così il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha commentato la vittoria del “Sì”. «Questo il modo migliore per rispondere a chi ha manifestato legittime preoccupazioni rispetto al quesito referendario».

18.10 – 21 settembre -

«Mi auguro che non vogliano andare avanti con una legge elettorale con il proporzionale puro, perché questo toglie il diritto di scelta ai cittadini». Lo dice il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga commentando il risultato del referendum nella sua Regione dove si è registrato il «maggior numero di no». A questo punto «il Parlamento – ha aggiunto – dovrà uniformare la legge elettorale ai nuovi numeri parlamentari».

17.54 – 21 settembre -

Secondo l’analisi di Tecné sul voto al referendum, il sì sarebbe prevalso tra l’elettorato di centrodestra con queste percentuali: 75% FdI, 76% FI, 78% Lega. Il no, invece, è stato maggioritario nel centrosinistra: Pd( 55%), Italia Viva (77%), La Sinistra (58%).

17.16 – 21 settembre -

Commentando il risultato del referendum, l’ex capo politico del Movimento 5 stelle ha detto che «diverse forze, dai valori opposti, si sono riunite sotto i vessilli del No con l’unico scopo di colpire il governo e il sottoscritto». Per il ministro «qualcuno sperava nella vittoria del no perché in fondo sperava nella nostra sconfitta o in una mia sconfitta». Ma è stato un boomerang ora una «normalizzazione degli stipendi dei parlamentari».

16.52 – 21 settembre -

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha riferito di essere soddisfatto dal risultato del referendum. «È confermata la validità della scelta del Pd .Ora avanti con le riforme. Rappresenteremo anche molte delle preoccupazioni di chi ha votato No reputando insoddisfacente solo il taglio dei parlamentari».

16.34 – 21 settembre -

«Quello raggiunto oggi è un risultato storico». A dirlo è il ministro degli Esteri, ed ex capo politico del M5S, Luigi di Maio. In un post su Instagram il ministro ha esultato per una delle battaglie bandiera del partito pentastellato. «Torniamo ad avere un Parlamento normale, con 345 poltrone e privilegi in meno. È la politica che dà un segnale ai cittadini. Senza il Movimento 5 Stelle tutto questo non sarebbe mai successo».

16.13 – 21 settembre -

Mentre comincia a profilarsi sempre più chiaramente la vittoria del Sì, il senatore Gregorio De Falco, ex esponente pentastellato, ha commentato questo risultato positivo, rispetto al taglio dei parlamentari, «una vera e propria truffa elettorale, nel momento in cui nell’arco di due sere sono passati in tv tre esponenti del Sì e nessun esponente del No e mi riferisco a Di Maio, Salvini e Crimi». All’Adnkronos De Falco ha dichiarato che «quella quota piuttosto ampia di indecisi ha votato Sì perché ha ritenuto erroneamente che quello fosse un voto per il cambiamento».

15.52 – 21 settembre -

Secondo le prime proiezioni il voto del si per il taglio dei parlamentari è avanti con il 67,8%. Il fronte del no è invece fermo al 32,2%.

Per Benedetto Della Vedova, segretario di +Europa, «la campagna per il no stava funzionando benissimo, io sono molto contento era una campagna tutta in salita. Resta il rammarico per un taglio brutale dei parlamentari ma vediamo il dato definitivo. Noi siamo stati gli unici ad aver sempre votato no». Mentre secondo la leader Emma Bonino «alle condizioni date è un’ottima cosa, non era affatto scontato, adesso vedremo le cifre definitive per una valutazione più ragionata e approfondita».

15.26 – 21 settembre -

L’affluenza non definitiva è data al 51,75%, mentre sono stati raccolti i dati di oltre 3mila comuni su 7.900. Per quanto riguarda le preferenze a livello regionale, YouTrend mostra come il Sì sia oltre o vicino al 70% in almeno sei Regioni. In Puglia e nelle Marche la forbice è del 70-74%. Mentre in Campania arriva al 76%.

15.00 – 21 settembre -

In base al primo Exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai, il “Sì” per il taglio dei parlamentari raggiunge una forchetta del 60-64%. Il “No” è al 36-40%

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