Test rapidi a scuola, oggi decidono gli esperti del Cts: come funzionerà il monitoraggio (che non elimina il tampone)

Massimo 30 minuti di attesa per il responso dei test antigenici contro i due giorni del tampone. Gli scienziati oggi valuteranno la nuova frontiera di lotta al Coronavirus nelle scuole

Dopo aver definito «risultati incoraggianti» quelli arrivati dall’utilizzo dei test rapidi negli aeroporti, il ministro della Salute Roberto Speranza lo aveva annunciato, «presto estenderemo la misura anche nelle scuole». La nuova frontiera per combattere il Coronavirus nel mondo dell’istruzione, oltre ai tamponi, oggi aspetta di essere ufficialmente approvata. Sul tavolo del Comitato tecnico scientifico i documenti che, se autorizzati, potranno dare il via libera all’ordinanza del ministero per i test rapidi nelle scuole.


30 minuti di attesa per ottenere il risultato contro i due giorni, quando tutto va bene, necessari per gli esiti del tampone. Una soluzione che oggi verrà vagliata attentamente dagli scienziati soprattutto alla luce di una necessità sempre più urgente: diminuire i tempi di diagnosi. Un obiettivo che porterebbe ad un più rapido isolamento domiciliare di positivi e contatti a rischio e quindi ad un maggior arginamento della trasmissione.

Di che test si tratta?

Se il Cts approverà il piano di Speranza, ragazzi e docenti verranno sottoposti a test cosiddetti “antigenici”. Rilevano cioè la proteina contenuta nella superficie del virus conosciuta col nome di “proteina spike”. Sarà un prelievo con cotton fioc simile a quello per il tampone ma che impiegherà molto meno a fornire il suo esito.

Quale iter?

Se il test rapido dovesse risultare positivo al virus, il tampone sarebbe comunque necessario per una conferma, ma il vantaggio sta proprio nella velocità con cui si riuscirebbe a diagnosticare la presenza della malattia. Una volta ottenuto l’esito del test rapido entro i 20-30 minuti previsti, e risultato quello positivo, anche l’iter di prevenzione e cura verrebbe accelerato. Nell’attesa del tampone di conferma infatti l’Asl, con il dipartimento di prevenzione, potrebbe intanto partire con l’indagine epidemiologica mentre i contatti stretti del positivo, compagni di classe e docenti, potranno essere messi subito in isolamento preventivo per poi rientrare subito nel caso di negatività del secondo esame.

E proprio a proposito dei contatti a rischio, il test rapido potrebbe essere usato anche per uno screening completo dell’intera classe o dell’intero istituto, così come sta giù succedendo nel Lazio. Veneto e Toscana hanno già annunciato di voler utilizzare i test rapidi a breve, necessità che potrebbe indurre il Cts a dare il via libera entro oggi stesso e il ministro Speranza a firmare l’ordinanza entro questa settimana.

La sfida poi passerà nelle mani del commissario Domenico Arcuri che progetta di comprare una quantità di test rapidi pari a 5 milioni. Mentre dalla parte delle Regioni si spera che la corsa autonoma all’acquisto non si trasformi in una vera e propria guerra.

Il piano di Speranza per il Recovery Fund

C’è anche un altro esame che il ministro Speranza dovrà passare nella giornata di oggi. Il suo piano per il Recovery fund verrà presentato alla commissione in Senato e che non esclude possa essere finanziato con i soldi del fondo salva-Stati. Ospedali, ricerca, innovazione, assistenza domiciliare, prossimità territoriale. Questi i temi e le priorità che, come riportato da La Stampa, saranno al centro del programma presentato oggi da Speranza. L’obiettivo dichiarato già in passato dal ministro è quello di portare l’Italia a essere il primo Paese europeo per assistenza domiciliare, in un quadro epidemiologico e sanitario decisamente cambiato negli ultimi tempi.

Secondo i criteri del nuovo investimento la casa dovrà essere il primo luogo di cura dove potersi sentire al sicuro, un discorso rivolto in maniera particolare alla popolazione anziana che negli ultimi mesi ha sentito più di tutti le difficoltà di un’assistenza territoriale non sempre presente. Ad essere chiariti nello specifico saranno oggi anche i percorsi di investimento che il ministro intende percorrere per l’intera riforma del Sistema sanitario nazionale.

Foto in copertina: Ansa

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