L’Aifa: niente più obbligo di prescrizione per le minorenni per la pillola dei 5 giorni dopo

«Uno strumento etico in quanto consente di evitare i momenti critici che di solito sono a carico solo delle ragazze». La contraccezione, anche di emergenza, fa diminuire il ricorso all’aborto. Ed è più sicura per le donne.

Per la pillola dei cinque giorni dopo non sarà più obbligatoria la prescrizione. Neppure per chi ha meno di 18 anni. È quanto stabilito dall’Agenzia Italiana del Farmaco in questi giorni: una novità che arriva dopo l’aggiornamento delle linee guida che hanno annullato l’obbligo di ricovero per l’assunzione della RU486, la pillola abortiva. Una decisione che segue finalmente quanto condiviso dalla comunità scientifica e da molti altri paesi ma che ha visto scoppiare una polemica ideologica culminata con il caos nelle regioni, la decisione del Piemonte di obbligare all’assunzione della RU486 solo in ospedale e quella dell’Umbria di ripristinare il ricovero.


Ora l’obbligo della prescrizione medica per dispensare anche alle minorenni ulipistral acetato (EllaOne) secondo la Determina n. 998 dello scorso 8 ottobre dell’Aifa, non è più necessario. Perché il farmaco usato per la contraccezione di emergenza fino a cinque giorni dopo il rapporto sessuale, è, a detta di Nicola Magrini, direttore generale dell’Aifa, «uno strumento altamente efficace per la contraccezione d’emergenza per le giovani che abbiano avuto un rapporto non protetto, entro i 5 giorni dal rapporto. Ed è anche, a mio avviso, uno strumento etico in quanto consente di evitare i momenti critici che di solito sono a carico solo delle ragazze».

Meno aborti

D’altro canto lo dicono i dati: secondo quanto aveva ricostruito a giugno scorso la Relazione al Parlamento del ministro della Salute con i dati del 2018, per l’Aifa «l’aumento dell’uso della contraccezione d’emergenza – levonorgestrel (Norlevo), la ‘pillola del giorno dopo’, e ulipistral acetato (EllaOne), la ‘pillola dei 5 giorni dopo’ – ha inciso positivamente sulla riduzione delle interruzioni volontarie di gravidanza (IVG), che è in continua e progressiva diminuzione dal 1983».

La nuova direttiva ora porta con sè, per l’Aifa, «una svolta per la tutela della salute fisica e psicologica delle adolescenti», perché le gravidanze adolescenziali, nella maggioranza dei casi «non sono pianificate e molte terminano con un aborto». Oppure «l’evento nascita nelle adolescenti si accompagna spesso a situazioni di rischio, connesse sia alla difficoltà della giovane madre di accedere ai servizi materno-infantili, sia a una serie di problematiche di notevole portata sul piano interpersonale e psicologico», prosegue l’Agenzia.

La pillola dei cinque giorni dopo, sottolinea Magrini, resta «contraccezione di emergenza e non è da utilizzare regolarmente». Per questo il farmaco viene accompagnato da un foglio informativo che ha la finalità di rafforzare l’informazione in tema di contraccezione informata e di scongiurare un utilizzo non corretto della contraccezione di emergenza. Madri adolescenti hanno «non solo meno probabilità di portare a termine gli studi e di conseguenza una minore possibilità di occupazione e di futuro inserimento nel mondo del lavoro, ma anche maggiori probabilità di crescere i propri figli da sole e in povertà». La gravidanza adolescenziale, inoltre, è associata a un più elevato rischio di morbosità/mortalità perinatale.

Non solo: l’Agenzia per il farmaco, dice ancora il suo presidente, «svilupperà presto un sito ad hoc, con informazioni e indicazioni approfondite sulla contraccezione. La contraccezione, infatti, di cui la pillola anticoncezionale rappresenta una possibile opzione, consente a tutte le donne di programmare una gravidanza e, più in generale, la propria vita». Il farmaco, ricorda Magrini, «è dal 2017 nella lista dei farmaci essenziali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per questa indicazione, come parte dei programmi di accesso ai farmaci contraccettivi». E le gravidanze adolescenziali restano «un importante indicatore di sviluppo di una società, che va tenuto ai minimi livelli».

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