Lopalco: «Più lontano si è dall’ospedale, meglio si vive: ma servono più medici e infermieri, usiamo il Mes»

Personale, tecnologie e organizzazione, questo servirebbe per segnare la svolta della sanità in Italia. Attrarre pazienti e personale dall’estero, ridurre il ricorso al ricovero e investire sulla prevenzione. Parola di Pier Luigi Lopalco

Il professor Pier Luigi Lopalco, adesso, parla da politico. oltre che da esperto sull’emergenza sanitaria. Assessore designato alla Sanità della Regione Puglia e consulente scientifico della task force sul Coronavirus, mette tutti in guardia: «C’è bisogno di personale e tecnologie e con il Mes possiamo farlo» dice a Il Messaggero. «Ci siamo resi conto che rivoluzionare la sanità in Italia è un’impellenza, dobbiamo puntare da subito alla deospedalizzazione del sistema, quindi dobbiamo creare un’alternativa al ricovero». L’obiettivo di Lopalco è quello di ridurre il ricorso all’ospedale, ricoverando i pazienti solo in casi «impossibili da trattare al di fuori» delle strutture sanitarie.


«Più lontano si è dall’ospedale, meglio si vive ma, per farlo, servono tanti soldi». Si potrebbe pensare ad apparecchietti tascabili capaci di raccogliere molte informazioni «come ossigeno, pressione ed elettrocardiogramma facendo un monitoraggio a distanza senza che il medico o il paziente si spostino». Ma per fare questo serve personale ed organizzazione. Con i fondi del Mes, adesso, bisognerebbe investire sulla prevenzione e poi sugli ospedali italiani. Troppo vecchi. «Abbiamo tanti ospedali realizzati in ex conventi, diventati prima opere pie e poi ospedali. In un Paese moderno questo non può più andare. L’edilizia è parte del processo della cura».

«Va abolito l’imbuto in cui si ritrovano i giovani medici – continua – Ora li formiamo e poi li costringiamo ad andare all’estero. E qui mi viene un’altra idea». Ovvero «quella di attrarre pazienti e personale dall’estero.» Ma questo potrebbe non bastare: bisogna investire anche sulla tecnologia e sulla digitalizzazione. Prima di tutto con «il fascicolo sanitario elettronico così da avere un database che contenga tutta la vita clinica di un paziente». Un toccasana per medici e cittadini.

Foto in copertina: ANSA/DONATO FASANO

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