Coronavirus, ultime notizie – Torino, Cristiano Ronaldo è ancora positivo. Milano, al Trivulzio torna l’incubo: positivi 14 ospiti e 5 dipendenti

Mentre in Bosnia si registrano quasi mille casi e 20 decessi nell’ultima giornata, in Italia sono stati segnalati 14 ospiti e 5 dipendenti positivi al Pio Albergo Trivulzio di Milano. Intanto Ronaldo, secondo i media portoghesi, si sarebbe sottoposto a un nuovo tampone

Ultimi bollettini:

Per saperne di più:

In tutto il mondo, le infezioni da Coronavirus sono arrivate a quota 41,3 milioni. Il numero decessi, invece, è aggiornato alla cifra di 1,13 milioni. Gli ultimi dati disponibili sulla piattaforma della Johns Hopkins University rilevano come la pandemia stia continuando la sua corsa, coinvolgendo in modo particolare tre Paesi. Si tratta degli Stati Uniti, con 8,3 milioni contagi, l’India, con un totale di 7,7 milioni di infezioni, e il Brasile, dove sono state riscontrate 5,2 milioni di contagi.


BOSNIA-ERZEGOVINA

Sarajevo, Bosnia Erzegovina
EPA/FEHIM DEMIR | Sarajevo, Bosnia Erzegovina

Quasi mille casi e 20 decessi da ieri

Non arrivano buone notizie dalla Bosnia-Erzegovina dove, nell’ultima giornata, è stato registrato un record di contagi da Coronavirus. Su circa 3.080 test, sono 999 i casi rilevati; il totale dei test dall’inizio della pandemia è di 286.311, il numero dei casi positivi è di 37.314. In 1.051, invece, hanno perso la vita: nell’ultima giornata sono morte 20 persone.

I casi attivi sono 10.268 con un tasso di mortalità che si attesta a 30 per 100.000 abitanti, di cui più del 74% sono pazienti over 65. Una situazione che, di fatto, peggiora di giorno in giorno con un incremento dei casi che è ormai diventato inarrestabile nel Paese e che potrebbe compromettere le elezioni locali, previste per il prossimo 15 novembre.

ITALIA

Cristiano Ronaldo
ANSA/FEDERICO PROIETTI | Cristiano Ronaldo

Ronaldo è ancora positivo secondo i media portoghesi

Cristiano Ronaldo è risultato positivo al Covid, come confermano i media portoghesi secondo cui il calciatore si sarebbe sottoposto a un nuovo tampone. Secondo le edizioni online dei giornali Record e Correio da Manha, infatti, il campione bianconero – che più volte si è mostrato sui social entrando in polemica anche con il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora – non avrebbe ancora sconfitto il Coronavirus.

Qualora la notizia dovesse essere confermata, difficilmente CR7 potrà recuperare in vista del faccia a faccia con Lionel Messi, nel match contro il Barcellona previsto allo Stadium mercoledì prossimo, 28 ottobre, in occasione del secondo turno della fase a gironi della Champions League.

Pio Albergo Trivulzio, 11 pazienti su 14 contagiati sono ricoverati nel reparto di cure intermedie

Un ingresso del Pio Albergo Trivulzio a Milano
ANSA/MATTEO CORNER | Un ingresso del Pio Albergo Trivulzio a Milano

Torna l’incubo al Pio Albergo Trivulzio di Milano dove 14 ospiti e 5 dipendenti sono risultati positivi al Coronavirus, come emerge dagli esami di screening eseguiti nella settimana dal 12 al 16 ottobre. A renderlo noto è lo stesso istituto milanese, che è stato al centro di un’inchiesta nei mesi scorsi. Dei 14 positivi, ben 11 sono le persone che risultano ricoverate nel reparto di cure intermedie e che sono già state inviate presso strutture ospedaliere.

Tra i lavoratori positivi ci sono due impiegati della struttura di Merate (Lecco) «non in servizio e già isolati a domicilio». Per tutte queste ragioni e «stante l’incremento della curva epidemica a Milano, i ricoveri in cure intermedie sono temporaneamente sospesi sino al 25 ottobre e le palestre nelle sezioni di degenza sono temporaneamente chiuse».

I contagi dell’Umbria e quel tracciamento «impossibile»

Tampone anti Covid
Ansa | Tampone anti Covid

Ieri i nuovi casi erano 350. E già erano tanti rispetto a dieci giorni fa, quando i nuovi casi erano meno di cento. Oggi però il balzo è ancora più evidenti: il numero di nuovi casi di Coronavirus registrato in 24 ore in Umbria è arrivato a 407. In tutto sono 5.860 da quando la pandemia è cominciata. Passano da 20 a 22 i pazienti in terapia intensiva, mentre i ricoverati in altri reparti sono 193: 21 in più rispetto a ieri. Due le nuove vittime.

Le parole con cui Antonio Onnis, commissario straordinario dell’azienda ospedaliera di Perugia, ha commentato questi dati sono perfettamente in linea con quello che sta succedendo in tutto il Paese: «Stiamo superando tristemente ogni record. È difficile tracciare i nuovi casi ed è difficile prendere in carico volumi così elevati».

E proprio sul tracciamento Onnis ha chiarito che è stata gettata la spugna: «Dei 407 nuovi positivi di oggi è improbabile che ognuno non abbia avuto almeno 20 contatti negli ultimi periodi. Significa 8 mila persone che in un giorno dovrebbero essere prese in carico. I servizi sono sotto pressione ma in ogni caso il tracing è impossibile».

In Veneto +1.325 contagi in 24 ore

Il presidente della regione Veneto, Luca Zaia
ANSA/FABIO FRUSTACI | Il presidente della regione Veneto, Luca Zaia

Ieri il balzo dei contagi in Veneto era arrivato a 1.422, oggi i numeri calano ma di poco. Nella regione il numero dei pazienti risultati positivi al Coronavirus nelle ultime 24 ore è arrivato a 1.325. Le vittime conteggiate sono 19, per arrivare così a un totale di 2.301 persone morte a causa della pandemia. Il presidente del Veneto Luca Zaia ha reagito a questi numeri, annunciando che nei prossimi giorni verrà emanata un’ordinanza, esattamente come fatto da altre regioni come Lombardia e Campania.

«Entro lunedi farò un’ordinanza con maggiori restrizioni che non prevederà il lockdown», spiega Zaia. Secondo il governatore però nelle strutture sanitarie la situazione sarebbe ancora sotto controllo: «C’è tensione negli ospedali, ma la crescita nelle terapie intensive è lenta. Il problema per il presidente è di “evitare che si vada incontro al collasso della sanità regionale». A crescere sono con i nuovi dati dei contagi sono stati anche i ricoveri in ospedali: +64 i ricoverati. Stabile invece la terapie intensiva, ferma a 66.

Sileri: «Più controllo delle Asl e vaccino a lunga durata»

Pierpaolo Sileri
ANSA / CIRO FUSCO | Il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri

Controllare i dati i Immuni e lavorare ancora molto per vaccini a lunga durata. Gli obiettivi spiegati dal viceministro della Salute Pierpaolo Sileri riguardano la lotta al preoccupante incremento di contagi da Covid-19 e riferiscono significative decisioni presenti nell’ultimo Dpcm del governo. «Secondo le nuove direttive le Asl saranno obbligate a inserire i positivi che risultano dall’app Immuni» ha spiegato Sileri, che sottolinea l’urgenza di un monitoraggio più stretto sull’azione delle aziende sanitarie territoriali proprio a questo proposito. «Se localmente la direttiva non viene rispettata il nostro compito è vigilare e far sì che questo accada».

Sull’altro fondamentale tema dei vaccini, per cui le dichiarazioni del premier Conte e dell’azienda Irbm hanno negli ultimi giorni dato speranza di dosi entro dicembre, Sileri si esprime sulla durata dell’efficacia. «Difficilmente può essere fatto un vaccino che abbia una validità di tre mesi, non avrebbe alcun senso». Il vaccino che si aspetta dovrà necessariamente garantire secondo il vice ministro un’efficacia doppia, «immediata e a lunga durata».

Chiusi i confini del comune di Arzano

Arzano, Napoli
ANSA/CESARE ABBATE | Arzano, Napoli

Si è conclusa la prima nottata in zona rossa nel comune della città metropolitana di Napoli. Lungo i suoi confini, sono stati installati dei varchi, presidiati da militari e forze dell’ordine, per bloccare gli accessi e le uscite. La cittadina a Nord del capoluogo campano, nelle ultime settimane, ha riscontrato un boom di contagi: si parla di oltre 220 casi in tre settimane, con un tasso di crescita del 200%. Le misure restrittive, al momento, saranno in vigore fino al prossimo 30 ottobre.

Il provvedimento, contenuto nell’ultima ordinanza del presidente della Regione, Vincenzo De Luca, impone il divieto di allontanamento dal territorio comunale da parte dei residenti e l’accesso alla cittadina risulta interdetto. Sono state sospese tutte le attività degli uffici pubblici, salvo di quelli che erogano servizi essenziali.

Anche a bar, ristoranti e pasticcerie è impedito il ricevimento di clienti: potranno continuare a lavorare solo con la modalità di consegna a domicilio. Possono transitare nel comune, entrandovi e uscendovi, solo gli operatori sanitari e il personale impiegato nelle attività relative all’emergenza sanitaria.

FRANCIA

Una donna si sottopone a un tampone a Marsiglia, Francia
EPA/GUILLAUME HORCAJUELO | Una donna si sottopone a un tampone a Marsiglia, Francia

Oltre un milione di contagi dall’inizio della pandemia

1.000.369, per la precisione. Secondo i risultati elaborati dalla Johns Hopkins University la Francia avrebbe superato il milione di casi totali. Una soglia oltrepassata solo da altri sei Paesi al mondo: Spagna, Argentina, Russia, Brasile, India e Stati Uniti. Oltre la Spagna, l’unico Paese ad avvicinarsi alla Francia è il Regno Unito, con 792.194 casi di contagio dall’inizio della pandemia. In Italia al momento i casi totali sono sotto il mezzo milione: 449.648.

Dopo le misure decise dal presidente Emmanuel Macron per alcune grandi città, in tutto il Paese molti sindaci hanno iniziato a proporre nuove misure per limitare il contagio. A Strasburgo la sindaca Jeanne Barseghian ha spiegato che quest’anno non sarà organizzato il mercatino di Natale, uno dei più importanti in tutta Europa. In Italia questo appuntamento è diventato tristemente famoso nel dicembre 2018, quando tra le casupole dei mercatini il giornalista italiano Antonio Megalizzi è stato ucciso nell’attentato organizzato da Chérif Chekatt, un uomo di origine algerine che era stato espulso dalla Francia nel 2017.

CINA

Due ragazze con la mascherina a Shenzhen, Cina
EPA/ALEX PLAVEVSKI | Due ragazze con la mascherina a Shenzhen, Cina

Zero contagi locali nelle ultime 24 ore

Per la Cina continentale, e cioè per i territori sotto il diretto controllo della Repubblica Popolare Cinese, a esclusione di Taiwan, Hong Kong e Macao, oggi si registrano zero contagi. Il bollettino della Commissione Sanitaria Nazionale cinese lo ha fatto sapere fornendo i dati delle ultime 24 ore: nessuna nuova infezione da Covid-19 è stata trasmessa a livello locale. Solo 11 i casi osservati ma provenienti dall’estero. Stesso discorso per i decessi, mentre sui ricoveri sono state 22 le persone dimesse se seguito di un recupero stazionario.

Fino alla serata di ieri, la Cina continentale aveva registrato un totale di 3.153 casi di infezione arrivati dall’estero. Tra questi, 2.918 sono già stati dimessi da vari ospedali, riducendo il numero complessivo degli attuali ospedalizzati a 235. dopo essere guariti e 235 risultano ancora ricoverati.

GERMANIA

Angela Merkel
EPA/ALEXANDER BECHER / POOL | Angela Merkel

Record di contagi e Berlino mette in quarantena chi arriva dall’Italia

La soglia dei 10.000 contagi da Covid-19 è stata superata ufficialmente anche in Germania. A fornire il preoccupante dato è l’Istituto tedesco Robert Koch che per le ultime 24 ore ha segnalato 11.287 nuovi positivi al virus. Un nuovo record raggiunto, dopo quello registrato lo scorso sabato quando i casi avevano toccato quota 7.830. Una curva epidemica che preoccupa il Paese ma che al momento sembra non eguagliare l’emergenza di marzo. «La situazione è molto seria» ha commentato il presidente dell’Istituto Koch, Lothar Wieler, preannunciando la possibilità di arrivare ad una «esplosione di casi incontrollata».

Il presidente ha poi specificato come le scuole non siano il principale motore dell’epidemia. «Diversamente dall’influenza, che generalmente si propaga soprattutto fra i banchi di scuola» ha spiegato Wieler, «il Covid non si sta diffondendo in modo significativo nelle scuole». Feste, riunioni e contesti di socialità incontrollata sarebbero invece secondo l’Istituto Koch il principale nucleo di trasmissione.

Intanto da Berlino arriva una decisione per l’Italia, messa ufficialmente tra le zone a rischio Covid. La misura del governo tedesco non è stata riservata a tutto il Paese ma a 11 regioni scelte tra cui Lombardia, Piemonte, Toscana e Veneto. Chi rientrerà dalle zone considerate a rischio dovrà sottoporsi a quarantena di 14 giorni o a un test per il virus.

GIAPPONE

Il macchinario utilizzato per svolgere una ricerca sull'efficacia delle mascherine
Università di Tokyo | Il macchinario utilizzato per svolgere una ricerca sull’efficacia delle mascherine

Le mascherine proteggono, ma il rischio zero non esiste

Un esperimento sui generis che ha verificato, però, l’impatto della mascherina sulla trasmissibilità del Coronavirus. In Giappone i ricercatori dell’Università di Tokyo hanno allestito una teca sigillata al cui interno hanno sistemato due teste di manichini. Una di queste era collegata a un nebulizzatore e costruita per riprodurre artificialmente dei colpi di tosse: simulava l’espulsione di particelle di Sars-CoV-2.

L’altra testa, invece, imitava la respirazione naturale dell’uomo e aveva il suo interno una camera di raccolta del virus. Il risultato del test giapponese, pubblicato in un paper dell’università il 21 ottobre, ha dimostrato ancora una volta che la mascherina è un indispensabile strumento di contrasto alla diffusione del virus.

Una semplice mascherina di cotone posizionata sul manichino ricevitore del virus, non su quello che lo emetteva, ha ridotto l’assorbimento virale del 40% rispetto alla prova eseguita senza protezioni. Una mascherina N95, invece, ha bloccato il 90% della quantità di virus in entrata. Ponendo, invece, mascherine di cotone o chirurgiche sulla testa adibita all’emissione del virus, quella con il nebulizzatore per la tosse artificiale, le particelle di Sars-CoV-2 contenute sono risultate essere circa il 50% del totale.

I ricercatori sottolineano, però, un aspetto molto importante della prevenzione: «C’è stato un effetto sinergico quando sia il ricevitore del virus che il diffusore indossavano le mascherine». I risultati migliori, dunque, sono arrivati quando tutti i soggetti coinvolti nello stesso ambiente avevano naso e bocca coperti dalle mascherine.

STATI UNITI

Dose di Tocilizumab
F. Hoffmann-La Roche Ltd | Dose di Tocilizumab

Fallito uno dei trattamenti più popolari contro la Covid-19

L’immunoneurologo Ruggero Capra dell’ospedale di Montichiari, un team di ricercatori degli Spedali Civili di Brescia, i medici del Cotugno di Napoli: sono in molti ad aver impiegato il farmaco antiartrite, il Tocilizumab, per contrastare gli effetti dell’infezione da Sars-CoV-2. E se in alcuni casi i risultati sembravano indicare un miglioramento dei pazienti, adesso, dagli Stati Uniti, arrivano la prove che il Tocilizumab non serve a controllare la risposta del sistema immunitario di una persona che ha contratto il nuovo Coronavirus.

Tre studi, due pubblicati martedì sulla rivista Jama Internal Medicine e uno mercoledì sul The New England Journal of Medicine hanno dimostrato che il Tocilizumab non incide sul tasso di mortalità dei pazienti Covid. Non è chiaro il motivo per cui il farmaco, con le note caratteristiche di spegnimento delle infiammazioni diffuse, non abbia effetto nel caso del Sars-CoV-2. Il dottor John H. Stone del Massachusetts General Hospital e i coautori del suo studio hanno ipotizzato che, sebbene durante le infezioni da Sars-CoV-2 si alzino i livelli di interleuchina 6, potrebbe non essere la proteina la causa dei danni a tessuti e organi del malato.

Link utili:

Leggi anche: