La campagna contro Macron dell’influencer Er Faina entra nella diatriba sul Monte Bianco tra Francia e Italia

Il 32enne romano Damiano Coccia ha condiviso con 1 milione di follower la sua indignazione per la sovranità contesa. La rabbia è stata convogliata sul post del presidente francese che commemora la morte del professore Samuel Paty

L’influencer Damiano Coccia, in arte “Er Faina”, ha lanciato una campagna su Instagram contro la Francia e il presidente Emmanuel Macron. Il 32enne romano, ex operatore ecologico protagonista di qualche ospitata in tv, ha mostrato la propria indignazione per la sovranità contesa di alcune zone del massiccio del Monte Bianco. L’indignazione è stata convogliata sul post del presidente francese che commemora la morte del professore Samuel Paty.


Sotto la didascalia di Macron, sintesi del discorso tenuto durante la cerimonia dell’ultimo saluto al docente, appare il commento dell’influencer italiano: «A senza bidet, ridacce er monte bianco!». Damiano “Er Faina” ha invitato il suo milione di follower a fare altrettanto. In tantissimi hanno risposto alla chiamata: scorrendo le migliaia di commenti, si vede che molte persone hanno riproposto il commento di “Er Faina” e hanno tempestato il post con le bandiere italiane. Un’azione inopportuna, che ha riempito di improperi la fotografia della cerimonia in ricordo di una vittima di terrorismo.

L’antefatto

Il presidente della Repubblica francese ha pubblicato un post per commemorare Samuel Paty, l’insegnante decapitato dal terrorista Abdullakh Anzorov per aver mostrato in classe alcune vignette del profeta Maometto. L’immagine è una fotografia del cortile della Sorbona, a Parigi, dove si è tenuta la cerimonia di saluto alla bara di Paty, portata nella sede storica dell’università francese sulle note di One degli U2.

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Samuel Paty est devenu vendredi le visage de la République, de notre volonté de briser les terroristes, de réduire les islamistes, de vivre comme une communauté de citoyens libres dans notre pays. Le visage de notre détermination à comprendre, à apprendre, à continuer d’enseigner, à être libres. Car nous continuerons, professeur. Nous défendrons la liberté que vous enseigniez si bien et nous porterons haut la laïcité. Nous ne renoncerons pas aux caricatures, aux dessins, même si d’autres reculent. Nous offrirons toutes les chances que la République doit à toute sa jeunesse sans discrimination aucune. Nous continuerons, professeur. Avec tous les instituteurs et professeurs de France, nous enseignerons l’Histoire, ses gloires comme ses vicissitudes. Nous ferons découvrir la littérature, la musique, toutes les œuvres de l’âme et de l’esprit. Nous aimerons de toutes nos forces le débat, les arguments raisonnables, les persuasions aimables. Nous aimerons la science et ses controverses. Comme vous, nous cultiverons la tolérance. Comme vous, nous chercherons à comprendre, sans relâche. Et à comprendre encore davantage cela qu’on voudrait éloigner de nous. Nous apprendrons l’humour, la distance, nous rappellerons que nos libertés ne tiennent que par la fin de la haine et de la violence. Par le respect de l’autre. Nous continuerons, professeur. Et tout au long de leur vie, les centaines de jeunes gens que vous avez formés exerceront cet esprit critique que vous leur avez appris. Peut-être certains d’entre eux deviendront-ils enseignants à leur tour. Alors, ils formeront des jeunes citoyens. À leur tour, ils feront aimer la République. Ils feront comprendre notre Nation, nos valeurs, notre Europe, dans une chaîne des temps qui ne s’arrêtera pas. Nous continuerons, oui, ce combat pour la liberté et pour la raison dont vous êtes désormais le visage. Parce que nous vous le devons. Parce que nous nous le devons. Parce qu’en France, professeur, les Lumières ne s’éteignent jamais. Vive la République, Vive la France.

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Sotto la didascalia di Macron, sintesi del discorso tenuto durante la cerimonia, come commento più suffragato appare quello dell’influencer italiano. È l’inizio di quello che, in gergo, viene chiamato shitstorm, letteralmente tempesta di escrementi. Damiano Coccia, contestualmente, ha caricato delle story affermando: «Nel silenzio generale, la Francia ci ha rubato il Monte Bianco – ha detto ai suoi follower -. Vi prego di andare sotto l’ultima foto di Emmanuel Macron e di scrivergli “A bidet…”», chiudendo il video con un insulto rivolto a un generico «’sti francesi».

Instagram | Il primo commento che appare sotto il post di Emmanuel Macron è quello di Damiano “Er Faina”

Non è la prima volta che Coccia attacca le più alte cariche di uno Stato. Il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia l’ha querelato per porre fine a quello che ha definito «un linciaggio social degno dei più beceri fascisti». Anche Morgan De Sanctis, ex portiere e attuale team manager della Roma, ha deciso di agire per vie legali contro l’influencer, «preso atto della gravità, ignoranza e falsità delle affermazioni diffamatorie e dei commenti», di Coccia.

Ma davvero i francesi hanno rubato il Monte Bianco?

La polemica di “Er Faina”, benché decontestualizzata e presentata in maniera superficiale, ha dei fondamenti nell’attualità. Nelle relazioni diplomatiche tra Francia e Italia c’è dell’attrito per l’introduzione di due leggi francesi che violano la sovranità italiana su parte del massiccio del Monte Bianco. La prefettura dell’Alta Savoia, lo scorso primo ottobre, ha emanato due provvedimenti per «proteggere in modo specifico habitat naturali in quanto tali, indipendentemente dalla presenza di specie protette da misure normative».

La normativa del ministero per la Transizione ecologica francese prevede l’adozione dei cosiddetti Aphn, arrêtés de protection habitats naturels. Nello specifico, l’Alta Savoia ha legiferato anche sulla zona che l’Italia considera propria, quella del ghiacciaio del Gigante, dove si trova il celebre rifugio Torino e la stazione Punta Helbronner della funivia Skyway che parte da Courmayeur. In seguito a tale provvedimento, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, attraverso l’ambasciata a Parigi, ha espresso formalmente il «forte disappunto» dell’Italia.

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