Domani il Cdm per il decreto Ristoro: aiuti “automatici”, Cig prolungata, bonifici entro due settimane. Cosa sappiamo finora

Sono 350mila le aziende che beneficeranno dei sostegni per un piano di 5 miliardi di euro. 1.000 euro ai singoli, almeno 2mila alle attività. Misiani: «Più aiuto a chi deve chiudere del tutto»

L’attesa per chi è costretto a limitare se non proprio a chiudere la propria attività dopo l’ultimo Dpcm dovrebbe finire domani, quando il decreto Ristori per le attività già in enorme difficoltà per l’emergenza Coronavirus dovrebbe essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, secondo la speranza del viceministro all’Economia Antonio Misiani. Domani dovrebbe tenersi il Consiglio dei ministri chiamato a vare il decreto. Si attende, nelle prossime ore, la convocazione ufficiale del Cdm. Il governo punta a tempi brevi e procedure agili, così come ha anticipato ieri 25 ottobre il ministro Roberto Gualtieri, che ha fissato a metà novembre la data entro la quale saranno elargiti i contributi a fondo perduto che dovrebbero coinvolgere almeno piccole e medie imprese.


Contributi più alti di quelli della prima ondata

Le attività da ristorare sono centinaia di migliaia per un intervento complessivo di risorse previste pari a circa 5 miliardi di euro. 350 mila aziende saranno supportate «con una quota superiore a quella dell’altra volta», come ha fatto sapere il ministro Gualtieri, «perché sappiamo che i mesi scorsi sono stati difficili». Si parla di almeno 1.000 euro per i singoli e almeno 2.000 per le attività. Ma ad aggiungere dettagli significativi al piano di sostegno del governo è il vice ministro all’Economia Antonio Misiani: «Le imprese che dovranno chiudere totalmente avranno un contributo a fondo perduto maggiore rispetto a quelli che devono chiudere alle 18» ha spiegato, annunciando l’intenzione di ampliare la platea di aziende coinvolte.

Cos’è il decreto ristoro? Da Cassa integrazione a Imu, le sei misure

È un pacchetto di sei misure quello a cui sta lavorando il governo in queste ore. Dalla cassa integrazione all’Imu, ecco gli interventi elencati nella mattinata dal vice ministro Misiani:

  • Contributo a fondo perduto per attività di ristorazione, bar, spettacolo e sport
  • cassa integrazione per i lavoratori interessati
  • credito d’imposta per le attività in affitto per due o tre mesi, ceduto al proprietario o scontato dal canone
  • cancellazione della seconda rata Imu (quella che si paga entro il 16 dicembre)
  • aiuto ai lavoratori non dipendenti dei settori interessati ( stagionali del turismo, dello spettacolo, venditori a domicilio, …) per un’indennità pari a 1.000 euro
  • ulteriore mensilità per il reddito d’emergenza a chi non ha i requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza

E sulla cassa integrazione è intervenuta anche la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo annunciando «un rifinanziamento generale complessivo» a cui il governo starebbe lavorando «con altre 18 settimane». Una misura che verrà inserita nel decreto Ristoro o «nelle prossime misure della legge di bilancio». La ministra ha confermato da parte sua i punti elencati da Misiani che riguardano gli indennizzi ai lavorati non dipendenti, stagionali e dello spettacolo per esempio, e la proroga del Rem (reddito d’emergenza= per una mensilità.

I tempi e i modi

Come sottolineato dallo stesso presidente del Consiglio Giuseppe Conte, quelli previsti dal decreto Ristoro saranno aiuti che arriveranno direttamente sul conto corrente delle imprese interessate, con un bonifico disposto dall’Agenzia delle Entrate. Un modello che verrà replicato sulla base di quello di giugno e che interesserà la platea delle piccole imprese con un fatturato fino a 5 milioni di euro. Le aziende che sfondano il tetto massimo avranno invece bisogno di procedere con una domanda da compilare che comporterà l’allungamento dell’iter di qualche settimana. Contributi che arriveranno per le imprese maggiori «comunque entro la fine dell’anno», come ha specificato il ministro Gualtieri.

Gli interessati

Il nuovo decreto riguarderà ristoranti, bar, pub gelaterie, pasticcerie ma anche cinema, teatri, sale giochi, discoteche. E ancora palestre, piscine, centri benessere, impianti sciistici. Tutte le attività e gli esercizi dunque che sono oggetto delle restrizioni introdotte dal nuovo Dpcm e che al momento aspettando di ricevere un sostengo concreto per poter affrontare i prossimi difficili mesi di lotta al virus.

Per discutere gli ultimi dettagli sono in programma nelle prossime ore incontri diretti tra il governo e le categorie interessate, mentre per mercoledì è prevista la convocazione da parte del premier nei confronti di Cgil, Cisl e Uil. Mentre Confindustria vede per quest’anno un crollo del Pil tra l’11 e il 12 %, il nodo principale da sciogliere potrebbe essere quello della disponibilità da parte del governo delle risorse necessarie per l’attuazione di un piano di sostegno impegnativo.

Leggi anche: