Via libera nella notte al decreto Ristori bis. Gli aiuti salgono a 2,5 miliardi

Nel testo nuovi contributi a fondo perduto, rinvio delle scadenze fiscali di novembre, fondi per i congedi e bonus babysitter

Via libera nella notte del 7 novembre al decreto Ristori bis, con il nuovo pacchetto di aiuti per le attività e le famiglie più colpite dalle ultime restrizioni anti-Covid. La dote per i nuovi aiuti, secondo quanto si apprende, è salita a circa 2,5 miliardi da poco meno di 2 previsti inizialmente. Il provvedimento, che contiene nuovi contributi a fondo perduto per le attività delle zone rosse e il rinvio delle scadenze delle tasse di novembre, oltre a fondi per i congedi e il bonus babysitter, è stato sul tavolo di un Consiglio dei ministri durato circa due ora e mezza.


I beneficiari

Con il decreto il governo ha stanziato anche 340 milioni di euro per garantire, anche a dicembre, l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali delle imprese che operano nelle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura, comprese le aziende produttrici di vino e birra. Per 154 mila bar, pasticcerie, gelaterie e ristoranti, tra le attività più colpite dai nuovi lockdown, sono stati disposti bonifici per un totale di 726 milioni di euro. Per circa 25 mila soggetti che offrono servizi di alloggio è stato disposto il pagamento di oltre 106 milioni di euro.

Delle 211.488 aziende che beneficeranno del Dl ristori, 32 mila si trovano in Lombardia, oltre 20 mila nel Lazio, 17 mila circa sparse in quattro regioni: Veneto, Campania, Toscana ed Emilia Romagna. Circa 13 mila in Sicilia e Puglia, oltre 5 mila in Calabria e Marche. «Abbiamo inserito all’interno dei decreti ristori tre codici Ateco 85.52.01, 85.51.00 e 96.09.09 per garantire il contributo a fondo perduto per le partite Iva dei centri danza, dei corsi sportivi e ricreativi e dei servizi alla persona», ha inoltre fatto sapere il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora.

«Obblighi di trasparenza»

In un comunicato diffuso al termine della riunione, si legge che «è previsto un ampliamento delle categorie di attività beneficiarie del contributo a fondo perduto previsto» dal decreto Ristori. «Per alcuni operatori già beneficiari del contributo che registrano ulteriori restrizioni delle loro attività alla luce delle nuove misure restrittive nelle zone arancioni e rosse, il contributo è aumentato di un ulteriore 50 per cento».

Con il decreto, fa sapere Palazzo Chigi, «sono rafforzati gli obblighi di pubblicità e trasparenza in relazione al monitoraggio e all’elaborazione dei dati epidemiologici rilevanti per la classificazione delle aree del paese destinatarie delle varie misure di contenimento». Confermata l’istituzione di «un fondo per compensare le attività delle Regioni che potrebbero venire interessate da future misure restrittive, per erogare futuri contributi in modo automatico».

Il nodo della scuola

Nel corso del Cdm s’è tenuto anche un dibattito sulla scuola e sulle misure restrittive contenute nel Dpcm. Al centro della discussione, in particolare, le ordinanze emesse da Puglia e Campania in merito alla didattica a distanza. Il tema scuola è stato tra gli ultimi ad esser trattato nel corso della riunione, prima del via libera al decreto ristori bis. Approvato anche il rinvio delle elezioni previste per quest’anno, da svolgere entro il 31 marzo 2021.

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