Coronavirus, Bassetti a capo di una commissione per valutare i ricoveri: «Il panico paralizza gli ospedali e intasa i centralini»

Per l’infettivologo «le strutture ospedaliere sono al collasso perché assediate da migliaia di persone asintomatiche»

Con l’aumento dei contagi giornalieri e delle terapie intensive, i medici italiani chiedono un nuovo lockdown nazionale. Ma per l’infettivologo dell’ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, «il Covid è stato ingigantito». «È il panico e la paura di finire intubato o di morire che fa esplodere il sistema sanitario, non i malati. Se ricevo cento telefonate al giorno da chi non sta male, come curo i malati veri?», dice Bassetti.


A metà ottobre, a Milano il numero del 112 è andato in tilt per la prima volta. E non succedeva da marzo. Un’onda anomala di chiamate che, aveva spiegato il Corriere, non tutte erano legate al Coronavirus «perché – scriveva il quotidiano – c’era anche un po’ di effetto psicosi soprattutto per chi ha già altre malattie gravi». Tuttavia, è innegabile che i pronto soccorso e i centralini siano sotto pressione. Nella sola area di Milano le proiezioni di crescita, come anticipato dall’infettivologo Massimo Galli, sono drammatiche.

Secondo Bassetti, però, quello che è stato fatto in modo errato è la comunicazione: «Terrorizzare le persone può aiutare a farle stare in casa, ma a livello ospedaliero gestire una popolazione nel panico genera solo caos». Il numero di pazienti Covid in terapia intensiva ha superato la soglia critica di 2.300, ma per Bassetti il vero problema è che se «oggi le strutture sanitarie rischiano il collasso è anche perché sono assediate da migliaia di persone asintomatiche o poco sintomatiche che si potrebbero tranquillamente curare a casa».

Il sistema di cure casalinghe continua a presentare problemi in diverse Regioni e non è ancora stato strutturato per fornire assistenza adeguata. «Un contagiato su tre, impaurito e abbandonato a casa, va ad intasare i Pronto Soccorso», fa notare Milena Gabanelli nell’appuntamento del lunedì di Dataroom. In ospedale insomma dovrebbero arrivare solo i pazienti gravi. Per i medici di famiglia, a cui è stato affidato gran parte del carico di assistenza a domicilio, è difficile poter seguire adeguatamente i migliaia di pazienti che hanno in carico. E dove non arrivano i medici, dovrebbero arrivare le Asl locali. Ma anche qui il sistema «funziona un po’ si e un po’ no».

E quindi, dice Bassetti, i pazienti «intasano i centralini degli ospedali, fanno perdere tempo ai medici. E tutto avviene perché sono state spaventate dalle istituzioni, che avrebbero invece dovuto tranquillizzarle». Bassetti dirigerà la commissione dell’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari per valutare se i ricoveri dei pazienti Covid siano appropriati. Una nomina che, come riportato da il manifesto, apre non pochi dubbi sull’imparzialità di un infettivologo che ha sempre espresso opinioni contrastanti sulla gravità dell’emergenza sanitaria.

Una settimana fa erano state le parole di Giorgio Palù a scatenare una polemica dopo che il virologo aveva detto che la maggior parte dei contagiati sono asintomatici. Un’affermazione smentita però dagli stessi dati dell’Iss. Su questa opinione gli ha fatto eco anche Bassetti che dice come la maggioranza dei positivi è «poco sintomatica e che il virus ha una letalità inferiore all’1% e fa male soprattutto a pazienti anziani e con la salute già compromessa».

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