Coronavirus. Un tribunale portoghese ha reso inaffidabili i tamponi e la quarantena illegale? Non è così!

Circola la «notizia» che un tribunale abbia invalidato l’affidabilità dei tamponi e del test PCR, ma in realtà spiega tutt’altro

Il 19 novembre 2020 viene pubblicato nel sito di OltreTV un articolo dal titolo «Tamponi, la Corte d’Appello portoghese: “Inaffidabili, quarantena illegale”» con il quale si potrebbe intendere che la sentenza di un tribunale portoghese abbia dimostrato la presunta inaffidabilità dei test PCR per il tracciamento dei positivi Covid19 creando una sorta di precedente che potrebbe avere implicazioni legali anche nel resto d’Europa. In realtà non è così!

Il caso trattato in tribunale riguarda quattro tedeschi giunti sull’isola di Sao Miguel che, a seguito della positività di uno di loro rilevata con il test PCR, sono stati costretti alla quarantena per 14 giorni. Vediamo di capire che cosa è successo per evitare incomprensioni.

Per chi ha fretta

Analisi

Ecco quanto riportato da OltreTV:

Tra le motivazione che hanno portato alla decisione finale la Corte ha avvallato la tesi scientifica della mancanza di affidabilità dei test PCR.

[…]

«Sulla base delle prove scientifiche attualmente disponibili questo test RT-PCR è di per sé incapace di determinare, oltre ogni ragionevole dubbio, che la positività in realtà corrisponda all’infezione da virus SARS-CoV-2».

Questo accade perché l’affidabilità del test dipende dal numero di cicli utilizzati e dalla carica virale presente, come ha spiegato la sentenza.

Nell’articolo di OltreTV viene fornito il testo in formato PDF della sentenza del tribunale portoghese (numero 1783/20.7T8PDL.L1 dell’undici novembre 2020), che troviamo in un formato accessibile nel sito dell’Istituto de Gestion Financiera y Equipamiento de Justicia (IGFEJ) e nel portale Vlex.

Un esempio di come è stata interpretata la sentenza.

Il tribunale ha ordinato la fine della quarantena imposta dalle autorità sanitarie locali, siccome queste non sarebbero legittimate a farlo. Il tribunale contesta il fatto che i test non siano stati effettuati da un medico o da personale qualificato. Si apprende, dunque, che la sentenza derivi da una questione legale piuttosto che scientifica con la presunta «inaffidabilità» dei test PCR.

La sentenza cita due «studi» relativi al test PCR sul nuovo Coronavirus pubblicati rispettivamente dall’università di Oxford e The Lancet, ma questi confermano i limiti del test se effettuati da personale non competente. Il documento di Oxford originale cita il numero di cicli (CT) che vanno utilizzati per riscontrare la positività al virus, mentre per quanto riguarda i test a cui sono stati sottoposti i turisti tedeschi non si conosce il numero effettuato mettendo in forte dubbio la loro corretta esecuzione.

In merito ai cicli del test PCR, ci viene in aiuto il seguente grafico in cui viene mostrato il limite dei cicli da effettuare per rilevare il virus dove un numero inferiore a 35 permette una minor probabilità di falsi positivi.

Ricordiamo che in Italia i tamponi vengono effettuati da personale sanitario e validati da un medico (ne abbiamo parlato in un precedente articolo).

Conclusioni

La sentenza portoghese non dimostra l’inaffidabilità dei test PCR, ma che questi devono essere effettuati da personale preparato e con l’adeguata documentazione di come vengono svolti. Viste le mancanze rilevate per i test effettuati sui quattro turisti tedeschi e visto che l’autorità sanitaria ha imposto la quarantena senza averne la titolarità, i giudici portoghesi hanno annullato il provvedimento.

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