I dubbi di Burioni sul vaccino cinese: «Pochi dati e senza dettagli: così si genera solo sospetto»

Il Paese di Jair Bolsonaro è il primo a completare una sperimentazione in fase avanzata del vaccino “made in China”

«In Brasile sperimentano il vaccino cinese, e dichiarano efficacia sopra il 50% ma senza dettagli perché così imposto dal produttore cinese». Le parole sono quelle di Roberto Burioni che, in un post scritto su Facebook, rivela di essere molto scettico nei confronti della sperimentazione del farmaco contro il Coronavirus nel Paese del Sud America. «Non è questo il modo in cui si comunicano i risultati scientifici perché un simile comportamento genera un giustificato sospetto di mancata trasparenza».


Il messaggio riprende una notizia diffusa dall’agenzia britannica Reuters sull’utilizzo da parte del Brasile del vaccino Covid-19 sviluppato dalla Sinovac Biotech – società della Cina – rispetto al quale, però, ha negato i risultati completi su richiesta dell’azienda, sollevando dubbi sulla trasparenza. Nonostante questo, il virologo Burioni si dice soddisfatto e confida nell’efficacia degli altri farmaci: «Nel mondo libero due vaccini sicuri ed efficaci li abbiamo, forza! Nessun ritardo!», ha scritto su Facebook.

La sperimentazione vaccinale e i rapporti tra Cina e Brasile

Il Brasile è il primo paese a completare una sperimentazione in fase avanzata del vaccino made in China, chiamata CoronaVac, ma il report con i risultati, la cui consegna era fissata per la prima volta all’inizio di dicembre, non è stato ancora presentato. E l’arrivo è già stato rimandato tre volte. Questo ritardo gioca ovviamente a sfavore di Pechino che nel frattempo sta facendo tutto il possibile per stare al passo con i produttori occidentali, ma è quasi inevitabile che la Cina verrà accusata di nuovo di poca trasparenza.

Ad essere scettico è, primo fra tutti, il presidente del Brasile Jair Bolsonaro, – che già in passato ha dichiarato di essere refrattario a qualsiasi tipo di vaccino – e che ora mette in dubbio quello cinese sulla base delle sue origini. La sua presa di posizione è riuscita a influenzare il popolo brasiliano. Un sondaggio all’inizio di questo mese ha mostrato, secondo Reuters, che la metà dei brasiliani ora lo rifiuta. I dubbi nascono dal rifiuto dei funzionari dell’Istituto Butantan del governo dello stato di San Paolo di fornire delle specifiche sul tasso di efficacia di un processo condotto con 13.000 volontari, citando obblighi contrattuali con Sinovac. 

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