Coronavirus, torna il lockdown in Scozia. In Inghilterra Johnson annuncerà stasera le nuove restrizioni

Nel Regno Unito è polemica sul rientro in classe frenato dalle autorità locali, dopo l’allarme del governo. In Scozia la variante del virus preoccupa la premier

SCOZIA

EPA/ROBERT PERRY | Glasgow, Scozia, 29 dicembre 2020

Nuovo lockdown a partire da domani

A partire dalla mezzanotte tra il 4 e il 5 gennaio, la Scozia tornerà in lockdown. I contagi da Coronavirus nel Paese hanno subito una nuova impennata, alimentata dalle varianti del virus registrate nelle ultime settimane. A darne notizia è stata la first minister del governo locale, Nicola Sturgeon. Sturgeon si è detta «più preoccupata che a marzo» e ha dichiarato che il provvedimento durerà fino a «3 o 4 settimane». Nelle prossime ore è attesa la decisione del governo centrale britannico, impegnato anche nella formalizzazione, in Inghilterra, della stretta già preannunciata dal premier Boris Johnson.


USA

EPA/Chris Kleponis | Il capo del programma di vaccinazione americano Warp Speed Moncef Slaoui

L’idea del capo di Warp Speed: raddoppiare le dosi del vaccino Moderna

Nel tentativo di accelerare la copertura vaccinale che anche negli Stati Uniti registra una partenza a rilento, il capo del programma federale Warp Speed, il dottor Moncef Slaoui, ha proposto di dimezzare le dosi somministrate del vaccino Moderna contro il Coronavirus per raddoppiare il numero di persone che potrebbero riceverlo. In un’intervista alla Cbs, Slaoui ha citato i dati degli studi clinici di Moderna, secondo cui le persone tra i 18 e i 55 anni che hanno ricevuto due dosi da 50 microgrammi hanno mostrato «una risposta immunitaria identica» a chi ne ha ricevute da 100 microgrammi, come prevede al momento lo standard approvato dalla Fda.

Un portavoce di Moderna, Ray Jordan, citato dal New York Times, non ha commentato l’idea di Slaoui, ma ha comunque chiarito che gli studi clinici in fase avanzata della casa farmaceutica si sono concentrati sul regime di due dosi da 100 microgrammi, somministrate a distanza di quattro settimane, grazie al quale l’azienda ha ottenuto il via libera dall’agenzia del farmaco americana. Diversi dubbi sono emersi nella comunità scientifica sulla proposta di Slaoui, vista più come una soluzione ai ritardi nelle somministrazioni dei vaccini, piuttosto che a una strada basata su basi scientifiche.

REGNO UNITO

EPA/ANDREW PARSONS | Il premier britannico Boris Johnson mentre gioca con alcuni alunni in una scuola del Kent l’estate scorsa

Le incognite sulla riapertura delle scuole britanniche

A poche ore dal ritorno in classe per milioni di alunni nel Regno Unito, il governo guidato da Boris Johnson ha annunciato nuove misure restrittive. Il primo ministro britannico si rivolgerà stasera alla nazione dagli schermi della tv. La stretta si è resa necessaria a fronte dell’ultima impennata di contagi nel Regno Unito, al ritmo di oltre 50.000 nuovi casi al giorno. Tra i provvedimenti è compresa una nuova chiusura delle scuole, dopo aver ammesso che «il virus è fuori controllo». Come riporta il Guardian, diversi responsabili scolastici locali hanno già deciso di non riaprire le scuole da oggi lunedì 4 gennaio, soprattutto a Newcastle, Gateshead e Manchester dove i dati sui contagi sono tornati a preoccupare. Il ritorno a scuola era previsto in tutte le aree considerate in emergenza, escluse 60 zone, tra cui Londra, vaste aree dell’Essex e del Kent.

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