Deutsche Banke, Coca Cola, Marriot e le altre aziende che voltano le spalle a Trump: «Niente più affari con il presidente uscente»

Dopo i fatti di Capitol Hill, il benservito è arrivato al miliardario anche dalla federazione americana di golf. Pronta un’azione di rottura anche da parte di Signature Bank

Dopo essere stato bannato da Facebook e da Twitter, ora anche Deutsche Bank sarebbe pronta a chiudere con Donald Trump. Secondo un’indiscrezione arrivata da una fonte interna all’organizzazione e citata dal New York Times, la banca tedesca vorrebbe allontanarsi dal presidente americano. Attualmente, la Deutsche Bank è una delle più importanti sostenitrici delle attività finanziare della Trump Organization visto che, ad oggi, sono più di 300 milioni i prestiti concessi – e non ancora restituiti – all’impero economico di Trump.


La condanna di Deutsche Bank

Già prima degli episodi di Capitol Hill, sempre secondo indiscrezioni circolate nei mesi scorsi, la società tedesca aveva preso in considerazione di rompere ogni rapporto di affari con Trump a causa del grave danno di immagine legato alla sua presidenza. Ma, dopo l’assalto al Campidoglio, Deutsche Bank ha reso pubblica la sua posizione. Sul suo profilo Linkedin, la responsabile della società negli Stati Uniti, Christiana Riley, aveva subito condannato quanto accaduto:

Ieri è stata una giornata buia per l’America e la nostra democrazia. La violenza – aveva scritto Riley – non ha posto nella nostra società e le scene a cui abbiamo assistito sono una vergogna per l’intera nazione. Siamo orgogliosi della nostra Costituzione e siamo al fianco di coloro che cercano di sostenerla per garantire che la volontà del popolo sia rispettata e che abbia luogo una transizione pacifica del potere.

Chiusi due conti correnti

Ma Deutsche Bank non è la sola. Anche Signature Bank, a lungo vicina alla Trump Organization e alla famiglia del presidente, ha annunciato che chiuderà due conti correnti in cui Trump aveva depositato circa 5,3 milioni di dollari. La banca ha anche chiesto al presidente uscente di lasciare la Casa Bianca prima del 20 gennaio, giorno dell’insediamento di Joe Biden. «Crediamo che l’azione più appropriata per il presidente americano sia quella di presentare le sue dimissioni, un’azione che è nei migliori interessi della nostra Nazione e degli americani».

La banca ha anche aggiunto che non ha intenzione di sostenere futuri affari con membri del Congresso che abbiano votato per screditare il risultato dell’elezione. Una decisione presa anche dall’azienda Coca Cola e dalla catena di alberghi Marriott. Entrambe hanno annunciato la sospensione delle donazioni politiche a chi abbia supportato, all’interno del Congresso, le false rivendicazioni di Trump sul voto del 3 novembre.

La Federazione americana di golf si allontana da Trump

A voltare le spalle a Donald Trump è arrivato anche il mondo dello sport. L’allenatore dei New England Patriots, Bill Belichick, ha rimandato al mittente la medaglia presidenziale della libertà che voleva donargli Donald Trump. Belichick, che aveva in passato parlato della sua amicizia con il presidente, aveva ricevuto l’offerta una settimana fa, prima dell’assalto a Capitol Hill, e ne era rimasto lusingato: «Quei tragici eventi mi hanno indotto a ripensarci», ha dichiarato. Un annuncio che fa seguito a quello della federazione americana del golf, la Pga, che ha deciso di annullare il torneo in programma nel maggio del 2022 – uno dei quattro più importanti del circuito – nel club di Donald Trump a Bedminster, nel New Jersey.

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