Speranza alla Camera: «La nottata non è passata». Stato di emergenza fino al 30 aprile, verso lo stop agli spostamenti in zona gialla – Il video

Giornata di appuntamenti serrati per il ministro della Salute: prima alla Camera (ore 9.30), poi al Senato (ore 15), Speranza parla dello stato di emergenza e delle nuove restrizioni in via di approvazione

Nonostante la crisi di governo, l’esecutivo sta lavorando per concludere, entro giovedì 14 gennaio, la stesura del nuovo Dpcm che entrerà in vigore alla mezzanotte tra venerdì e sabato. Il ministro della Salute Roberto Speranza, prima alla Camera e poi al Senato, annuncia le misure di contenimento del Coronavirus e la proroga dello stato d’emergenza fino al prossimo 30 aprile. Dopo un’introduzione sulla situazione della pandemia in Europa e la ripetizione dei dati sulla diffusione del virus in Italia, Speranza si fa portavoce della scelta del governo di «prorogare al 30 aprile lo stato di emergenza che scade il 31 gennaio. Questo passaggio consente all’architettura istituzionale dell’emergenza di esercitare le sue funzioni e il suo lavoro». L’annuncio è seguito da fischi provenienti dai banchi dell’opposizione.


L’altro passaggio delicato riguarda l’approvazione del nuovo Dpcm: «Nella giornata di lunedì – 11 gennaio -, dopo un confronto con le Regioni, abbiamo avviato la stesura di un nuovo Dpcm. Prevediamo la proroga delle misure vigenti – alle quali sarà aggiunto – il divieto di spostamento anche tra regioni in zona gialla, il divieto di asporto dei bar fino alle 18». Resta valida l’indicazione di poter ricevere a casa massimo due conviventi. Inoltre, il nuovo Dpcm stabilisce una quarta area oltre quella gialla arancione e rossa. «La zona bianca, che si attiverà con un’incidenza di 50 casi settimanali ogni centomila abitanti e un indice Rt sotto il valore di 1».

Con l’entrata in vigore del nuovo Dpcm, nelle zone gialle, «vogliamo riaprire i musei – dice Speranza – come simbolo della ripartenza del Paese». Poi il ministro si sofferma sulla campagna vaccinale, ribadendo che la priorità va ai 6 milioni di cittadini che rientrano nelle categorie di personale sanitario, pazienti delle Rsa e over 80. «Il nostro Paese si è fatto trovare pronto per la campagna vaccinale. A ieri notte – 12 gennaio -, abbiamo somministrato circa 800 mila dosi di vaccino: siamo la Nazione europea che ha somministrato il numero maggiore di vaccini».

Speranza dice che lo Stato ha opzionato fino a 250 milioni di dosi di vaccini, «quasi il doppio delle fiale necessarie per vaccinare tutti gli italiani». Poi, il ministro fa un richiamo forte all’unità delle istituzioni: «Auspico piena e totale collaborazione istituzionale. Zero polemiche: siamo ancora all’inizio della campagna di vaccinazione che è una maratona, non una gara di velocità. C’è ancora tantissimo da fare – afferma -. Lo dico alla maggioranza e all’opposizione: lasciamo fuori la campagna vaccinale dalle polemiche politiche».

«Unità. Unità. Unità – ripete tre volte Speranza – sulla campagna di vaccinazione nazionale: il suo successo non è di una parte politica, ma di tutto il Paese. Siamo una Nazione attrezzata e organizzata per vincere questa sfida». Tanti i passaggi in cui il ministro della Salute fa richiamo alla collaborazione tra le istituzioni, sia in apertura che in chiusura di relazione: «Non considero questo appuntamento un atto dovuto: la leale collaborazione tra governo, parlamento, regioni e comuni ci ha consentito di resistere all’emergenza sanitaria».

Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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