Dai coniugi Mastella agli ex M5S: così il gruppo dei responsabili che vogliono salvare il governo diventa un circo

Dopo 13 anni, il sindaco di Benevento si presenta di nuovo come ago della bilancia dell’esecutivo. Sua moglie Lonardo è pronta a sostenere Conte. Insieme alla senatrice, tanti ex 5 stelle e qualche ritorno di fuoco

Con il susseguirsi di leggi elettorali che non consentono ampie manovre di governabilità, fare il salto dall’opposizione alla maggioranza, fondere correnti diverse e unirsi in gruppi di sostegno a governi compositi è una prassi che si ripete dalla Prima Repubblica. D’altronde, l’Italia è sempre stata il Paese del consociativismo. A ricordarcelo sono alcuni parlamentari, i cosiddetti «responsabili», che potrebbero fare la stampella al governo Conte due per scongiurare una crisi sempre più probabile. Alcuni di questi hanno una lunga tradizione di funamboli sulle vicissitudini parlamentari, a cominciare dal sedicente regista dell’operazione: l’attuale sindaco di Benevento Clemente Mastella.


Il veterano della Prima Repubblica, oggi sindaco di Benevento, è riuscito a essere ministro sia del governo Berlusconi uno che del governo Prodi due. Fu il Guardasigilli dell’esecutivo di centrosinistra, poi si dimise e sancì, con il suo no alla fiducia, la fine della parabola politica di Prodi a Palazzo Chigi. Se allora decretò la crisi di governo, 13 anni dopo Clemente Mastella interviene per salvare il presidente del Consiglio. «Subito dopo la crisi intendo far partire un’iniziativa per recuperare vecchi amici e nuovi contributi, quelli che sono interessati. Al 2% ci arriverò pure io, anche se non ho una rappresentanza parlamentare come quella di Renzi», ha dichiarato riguardo a una nuova costola politica di stampo centrista.

Mastella: «I responsabili ci sono e sarebbero molti di più di quelli che si possa immaginare»

«I responsabili ci sono e sarebbero molti di più di quelli che si possa immaginare», ha aggiunto Mastella. Sua moglie, la senatrice ex Forza Italia e ora Gruppo misto Sandra Lonardo, potrebbe essere il trait d’union di una maggioranza Conte-Mastella. Dopo che lo stesso Renzi, ieri 12 gennaio, ha dichiarato l’anima una e trina della presidenza del Consiglio, «Si passa dal governo Conte-Salvini, al Conte-Zingaretti, al Conte-Mastella. Tanti auguri», la moglie di Mastella ha smentito l’esistenza di un accordo tra l’avvocato del popolo e la fortunata coppia politica di Ceppaloni, nel Beneventano. «Io sto votando il governo per un fatto di responsabilità personale, cioè come Sandra Lonardo e non da oggi. Non ho avuto nessun tipo di contatto né da Conte né da altri, nessuno mi può dire che sto mettendo in piedi chissà che cosa, è una voce che è stata montata, non capisco da dove».

Non ci si potrebbe stupire, però, se Lonardo entrasse in una nuova formazione politica dopo essere passata dall’Ulivo di centrosinistra, poi dall’Udeur di centro e, infine, da Forza Italia di centrodestra: il curriculum delle esperienze politiche nella Seconda Repubblica è davvero completo. Adesso, Lonardo si trova nel Gruppo misto, dopo aver lasciato Forza italia lo scorso 29 luglio in disappunto con la «guida salviniana della coalizione». E ha spiegato così il passaggio cruciale di questi giorni: «Non è questione di Conte bis o ter, ma è che la gente non può restare senza un governo. E comunque mi chiedo: si va a votare realmente con una pandemia in corso?».

Non ci sono ancora 11 senatori che garantirebbero la fiducia a un governo senza Italia viva

Quando gli squilibri di potere travolgono gli scranni dell’Aula, i parlamentari equilibristi sono lì, in alto, pronti a spostarsi da una fazione all’altra. Forse Matteo Renzi ha sottovalutato la regola gattopardiana del tutto cambia perché nulla cambi, pensando di spuntarla su Giuseppe Conte senza che Palazzo Chigi o altri pezzi di maggioranza cercassero di pescare qualche parlamentare dall’opposizione per trainarlo nell’esecutivo. C’è da dire che la pesca a strascico, al momento, è stata infruttuosa: non ci sono ancora i nomi certi di 11 senatori che garantirebbero la fiducia a un governo senza Italia viva.

Tuttavia, nella rete di telefonate imbastita da Goffredo Bettini e Gianni Letta qualche nome c’è finito. Dal Gruppo misto potrebbero arrivare a sostegno dell’esecutivo alcuni ex 5 stelle come De Falco, Giarrusso e Nugnes, alla Camera qualcuno segnala un certo attivismo del presidente della Democrazia cristiana – sì, esiste ancora come fondazione – Gianfranco Rotondi. Alcune indiscrezioni raccontano del possibile sostegno a Conte del senatore Tommaso Cerno, passato in due anni e mezzo di legislatura dal Pd a Italia viva e, infine, al Gruppo misto.

Circa un anno fa, aveva dichiarato a Open: «Non credo più in questo governo che avevo immaginato potesse lavorare in un altro modo. Sono passato a Italia viva perché credo in una dimensione diversa di questa legislatura». Già all’epoca, prima che la pandemia travolgesse l’Italia, il governo Conte due traballava. Dopo quelle dichiarazioni, è difficile immaginare che Cerno torni ad appoggiare Conte ma, nel Paese del consociativismo, tutto è possibile.

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