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Un parroco partecipa alla marcia dei No Green pass ad Assisi: «È una questione di controllo del potere»

Durante il corteo, i manifestanti hanno rivolto dei fischi all’indirizzo della sindaca che, alla vigilia della protesta, aveva chiesto «rispetto» per le 54 persone morte di Covid in città

Anche il centro di Assisi – comune di 28 mila abitanti – è stato attraversato dalle proteste dei No Green pass. Oggi, 7 novembre, diverse centinaia di manifestanti sono partite da Santa Maria degli Angeli e hanno concluso la marcia nella zona della Rocca di Assisi. Tra i dimostranti – assembrati e quasi tutti senza mascherine – c’erano diverse famiglie con bambini. «Libertà, libertà», lo slogan intonato più volte, insieme a «No Green pass» e «Giù le mani dai bambini». Alla testa del corteo – che ha riservato anche alcuni cori contro Mario Draghi – c’era un grande striscione con scritto: «Libertà, lavoro, verità, giustizia. Fronte del dissenso Umbria». Gli unici momenti di tensione si sono registrati quando, passando dal centro storico, alcuni manifestanti si sono incrociati con cittadini favorevoli alla certificazione verde. Quando il cordone di dimostranti è passato sotto il Municipio, si è sollevato un fischio collettivo all’indirizzo della sindaca Stefania Proietti.


Alla vigilia della marcia, Proietti aveva espresso «profonda perplessità e preoccupazione per questo tipo di eventi in questo particolare momento storico». L’amministrazione comunale ha manifestato «forte apprensione perché, con l’incremento dei casi Covid negli ultimi tempi, l’eventuale formarsi di assembramenti può aumentare i rischi di contagio. Di fronte al diritto a scendere in piazza per esprimere le proprie idee esiste il diritto alla salute che, a mio avviso, viene prima di ogni altro diritto». La sindaca, poi, ha concluso il suo ammonimento chiedendo «rispetto delle sue 54 vittime a causa del Covid. Assisi – ha concluso – non è e non sarà mai la città dei No vax e dei No Green pass, ma sarà sempre la città delle istituzioni e dell’accoglienza nel rispetto delle regole».


Durante la marcia, ha preso parola don Lorenzo Lasagni, parroco di Santo Stefano Protomartire a Cervia. All’Ansa, ha definito la sua presenza oggi insieme ai No Green pass «una testimonianza umana e di fede». Lasagni ha invitato i manifestanti «a riscoprire la propria umanità profonda e a impegnarsi nella vita per la verità e la libertà. Scendere in piazza significa metterci la faccia e anche il cuore, è una presenza che interroga gli altri». Il parroco, tuttavia, respinge le accuse di essere un No vax: «Io mi limito al No Green pass. Per quanto riguarda le vaccinazioni penso che ogni persona debba consapevolmente confrontarsi con il proprio medico di famiglia e poi fare una scelta consapevole – e ha concluso con toni complottisti -. Il problema va ben oltre l’aspetto medico e scientifico, ma rientra nell’ambito di un livello europeo e mondiale di controllo del potere economico e politico. Quindi è una questione di movimento di soldi che genera potere ai danni soprattutto del popolo. Questo si vede nel mondo del lavoro e dei Paesi più poveri».

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