Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Palù (Aifa): «L’ok ai vaccini per la fascia 5-11 anni entro lunedì. L’obbligo per i bambini? Non è escluso»

Il presidente dell’Agenzia del Farmaco: le vaccinazioni potranno cominciare anche da lunedì

L’ok dell’Agenzia Europea del Farmaco (Ema) al vaccino contro il Coronavirus per la fascia d’età tra i 5 e gli 11 anni è in arrivo tra oggi e lunedì. E non è escluso l’obbligo vaccinale per i bambini. Lo ha detto oggi il presidente dell’Agenzia italiana del Farmaco (Aifa) Giorgio Palù in un’intervista rilasciata a Sky Tg 24. «L’Ema sta discutendo sull’estensione della possibilità di vaccinare la fascia d’età 5-11 anni. La decisione potrebbe già arrivare tra oggi o domani, a cui seguirebbe quella dell’Aifa entro 24 ore», ha detto Palù. Palù ha detto che «è molto verosimile che le vaccinazioni anti Covid sui bambini» nel nostro Paese possano partire «anche dal prossimo lunedì.


Il quadro sta cambiando e anche i bambini sono ricoverati e non hanno patologie concomitanti – ha aggiunto – il rischio dell’infezione sta diventano superiore di molto al rischio del vaccino che negli studi non esiste». E non ha escluso anche l’obbligo del vaccino anti-Covid per la fascia 5-11 anni: «È una valutazione che verrà fatta progressivamente, ponderata con rischi e benefici. I dati dell’epidemia ci stanno dicendo che la categoria 5-11 anni è quella che presenta il maggior numero di casi incidenti». Anche perché «il Covid-19 sta mutando. Se prima il 2% dei bambini contraeva l’infezione, con la variante Alfa, oggi siamo al 25-30%».


Secondo il professore il Green pass rafforzato «è sicuramente una misura di tutela perché chi frequenta dei ritrovi per piacere o per attività ludiche mette a rischio gli altri se non è vaccinato mentre dobbiamo preservare l’attività lavorativa. Ma è importante che si vaccinino coloro che non sono vaccinati nella pubblica amministrazione perché svolgono un ruolo essenziale per la società e sono al contatto con il pubblico. Quindi io direi che ci vuole molto buon senso». E in merito alla durata della certificazione verde: «Nove mesi potrebbe essere una via di compromesso per includere più persone possibili ma questa è una valutazione non tanto scientifica quanto di opportunità e di disponibilità di mezzi e di risorse vaccinali».

Continua a leggere su Open

Leggi anche: