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Torino vuole il suo Ddl Zan: verso un provvedimento comunale. «Contrasteremo tutte le discriminazioni»

L’assessore alle Pari opportunità, Jacopo Rosatelli: «L’obiettivo è promuovere la cultura del rispetto»

Torino vuole un suo Ddl Zan comunale. È questo uno degli obiettivi del mandato quinquennale della giunta guidata dal dem Stefano Lo Russo e illustrata oggi, 16 dicembre, dall’assessore alle Pari Opportunità del comune di Torino, Jacopo Rosatelli. L’idea, come spiegato da Rosatelli, è quella di formulare «una delibera quadro che mira a contrastare tutte le forme di discriminazione, da quelle più classiche contro le donne e le persone Lgbtqi+, a quelle contro i disabili, e che impegni l’amministrazione, trasversalmente e strategicamente, in tutto quello che fa, ad avere attenzione alle discriminazioni». Il lavoro si inserisce in una dimensione «sia di contrasto alle discriminazioni, ma anche di promozione della cultura del rispetto, come era il Ddl Zan». E, come spiegato da Rosatelli, questo progetto «coinvolgerà sia tutte le divisioni interne al comune di Torino, ma anche i rapporti del Comune con l’esterno», proprio con l’obiettivo di promuovere «la cultura del rispetto».


Secondo quanto riferito dall’assessore torinese, l’elaborazione della proposta potrebbe richiedere circa due o tre mesi, per poi essere discussa in Commissione e successivamente arrivare nella Sala rossa del consiglio comunale torinese. Dopo l’annuncio da parte della giunta di Lo Russo, la consigliera comunale di Fratelli d’Italia, Paola Ambrogio, ha osservato: «Il tema delle Pari Opportunità va affrontato a tutto tondo, non solo relativamente alle questioni di genere: penso ad esempio alla disparità tra uomo e donna nell’accudimento dei figli. Si deve discutere della presenza di asili nido all’interno delle aziende, così come sostenuta l’attività dei consultori».


Foto in copertina d’archivio: ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

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