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Le parole chiave della guerra, dalla A alla Z

Xi

Il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, dopo aver sancito l’“amicizia senza limiti” con la Russia di Vladimir Putin, di fronte allo scoppio del conflitto ha deciso di essere cauto. Da un lato non intende rinnegare le relazioni con Mosca, dall’altro non vuole passare come il sostenitore di uno Stato invasore. L’ambiguità di Pechino è dovuta in primo luogo al ricordo del passato, quando nell’Ottocento i russi conquistarono ampie parti della Cina settentrionale; in secondo luogo alle fratture interne all’Impero del Centro, per il quale sostenere movimenti separatisti filorussi significherebbe dare adito alle ambizioni indipendentiste di Xinjiang, Tibet e Hong Kong; terzo, alla necessità di non aggravare i rapporti con gli Stati Uniti e i suoi alleati per non incorrere in sanzioni deleterie per la sua economia. Il Dragone ha bisogno dell’Orso per contrastare il contenimento americano, ma la guerra sta provocando numerosi problemi in quanto l’Ucraina è perno fondamentale delle Nuove Vie della Seta.