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La fossa comune di Buzova, cadaveri bruciati e con le mani legate: «È un nuovo crimine di guerra russo»

Nel paese a nord di Kiev si cercano 60 persone scomparse. Distrutti ospedali e supermercati

Cadaveri carbonizzati nelle strade, un uomo sdraiato in un campo con una pallottola in testa, una fossa comune con due corpi, forse di soldati. Questo è il racconto di quello che è accaduto a nord ovest di Kiev lungo o vicino all’autostrada M06, che va dalla Capitale a Zhytomyr. «Il 31 marzo abbiamo trovato una cinquantina di corpi lungo la strada, è stato l’esercito russo. Altre sessanta persone al momento non si trovano», ha detto il capo del villaggio di Buzova Taras Didich. Il quale poi spiegato al New York Times che i corpi hanno i segni di colpi di fucile e sono rimasti in strada per dieci giorni. Mostrando scatti del suo telefonino delle scene.


Case, ospedali, supermercati distrutti

«Alcuni sono stati bruciati. Altri avevano le mani legate. Altri sono stati colpiti alla testa fuori dalle loro auto», ha detto Didych. La maggior parte dei corpi sembra essere stata colpita da colpi di arma da fuoco e poi bruciata, sia perché i veicoli su cui viaggiavano hanno preso fuoco, sia perché le auto sono state incendiate intenzionalmente. «Stavano cercando di fuggire, alcuni non sono riusciti a farcela». La maggior parte dei morti è stata trovata vicino a un hotel chiamato Babushkin Sad. Altri due corpi, che secondo il sindaco erano soldati ucraini, sono stati trovati in una fossa scavata fuori da una vicina stazione di servizio. Indossavano ancora le loro uniformi, ha detto. Sono quelli ritratti nella foto circolata ieri. Il sindaco ha aggiunto che fino a domenica sono stati trovati 60 corpi nel suo distretto, che comprende 14 villaggi. Le forze russe hanno distrutto almeno 60 case private e tre supermercati, oltre ad altri serbatoi d’acqua municipali e un’ambulanza.


Poi ci sono le testimonianze riportate dall’agenzia di stampa Ansa. «Qui si sono accaniti quattro volte e durante le prime tre c’era ancora gente intrappolata nel rifugio», dice Yarosav. Lui è una guardia di difesa territoriale e da quando i soldati russi se ne sono andati presidia i quattro piani della scuola, che ora ha le mura sventrate, i vetri delle finestre in frantumi e i banchi bruciati o sparpagliati tra corridoi e aule. Di fronte, a vedere sgretolarsi l’edificio sotto le bombe, c’era Ihor, rimasto da solo in casa mentre invece la sua famiglia è riuscita a scappare: «Si sono salvati perché sono andati via prima», spiega.

L’intelligence Gb

E ancora: «Qui non c’è stata l’occupazione, ma ricordo quando sono arrivati, dicevano dai tank che loro erano ‘venuti finalmente a liberarci’. Ma liberarci da cosa? Sparavano alle ambulanze vuote e intanto ci dicevano di arrenderci». Secondo l’intelligence della Gran Bretagna Buzova potrebbe essere un nuovo crimine di guerra russo.

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