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Più sport in carcere, il progetto pilota ai minorili di Lazio e Abruzzo

Secondo gli ultimi dati solo il 44,8% dei detenuti ha accesso settimanale alla palestra

Protocollo d’intesa per promuovere le attività sportive all’interno delle carceri come strumento di riscatto sociale, di reinserimento e in risposta ai bisogni dei detenuti. E’ l’accordo firmato oggi, presso lo stadio Olimpico a Roma, tra Vito Cozzoli – Presidente di Sport e Salute, la società dello Stato che promuove lo sport e l’attività fisica nel nostro Paese – e Natalino Irti, presidente della “Fondazione Nicola Irti per le opere di carità e di cultura”, alla presenza di Carlo Renoldi, capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Si partirà con la sperimentazione nelle strutture minorili di Lazio e Abruzzo.


L’iniziativa si inserisce tra i progetti per l’innovazione del sistema penitenziario del ministero della Giustizia ed è nel solco del Protocollo d’intesa, sottoscritto il 12 febbraio 2021, tra il Dap e Sport e Salute per l’attività sportiva nelle carceri. In totale dovranno essere realizzati 100 progetti di attività sportiva negli istituti penitenziari e almeno 50 spazi ricreativo/sportivi in carcere, che entreranno nel patrimonio di attività e servizi degli Istituti.


Secondo l’ultimo rapporto dall’Associazione Antigone, presentato lo scorso 28 aprile, solo nel 44,8% degli istituti visitati dall’Osservatorio i detenuti hanno un accesso settimanale alla palestra e solo il 40,6% degli istituti visitati garantisce l’accesso a un campo sportivo settimanalmente.

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