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2025 positivo ma non senza macchia: a voi i venti peggiori dischi italiani dell’anno

01 Gennaio 2026 - 15:10 Gabriele Fazio

Tony Boy – Uforia

Ai pezzi brutti di Tony Boy c’eravamo abituati, stavolta la sfida però è stata ardua perché il nostro li ha moltiplicati, esattamente 20 volte, quanti sono i brani che compongono Uforia. Disco snervante, insostenibile. Di ciò che viene pronunciato nei brani si capisce poco o nulla, nella maggior parte dei casi trattasi di farfugliamenti intrisi di saliva a bocca semichiusa, privi di un carattere ben definito, nel timbro e nell’interpretazione. I brani non esplodono mai così l’ascolto del disco è un countdown in cui alla fine non succede niente, una specie di limbo avvilente dove tutto è grigio e niente ha un significato preciso.

Una mancanza di colori che non diventa nemmeno cupa introspezione, ma solo l’evidente incapacità di servire qualcosa in più di questo sound trap industriale e superficiale, infarcendolo di parole in trend topic musicale distribuite un po’ a casaccio e senza nemmeno troppa consapevolezza dei propri limiti, perché i dischi da venti pezzi sono ormai impensabili anche per chi ha la capacità di scrivere venti pezzi di buona fattura. La bocciatura è totale, non si salvano 10 secondi di album.