Famiglia nel bosco, uno dei tre bambini non vuole mangiare più. «Sciopero della fame finché non torna la madre»

Secondo quanto apprende LaPresse da fonti vicine alla famiglia del bosco, uno dei tre bambini, uno dei due gemelli, avrebbe cominciato stamane lo sciopero della fame dicendo che non mangerà fino a quando non tornerà la madre, Catherine Birmingham. Secondo una ordinanza del Tribunale dei minori dell’Aquila la donna è stata allontanata venerdì scorso dalla struttura di Vasto (Chieti) dove i bambini sono ospitati dal 20 novembre, ovvero da quando è stata sospesa la responsabilità genitoriale della coppia. Il caso fu segnalato, facendo scattare i vari controlli e decisioni per via di un’intossicazione alimentare curata in ospedale, che coinvolse tutti i membri della famiglia.
Per ora i bambini restano in struttura
I piccoli, la maggiore di nove anni e i due gemelli di sette, resteranno nella struttura di Vasto. Ad assicurarlo è stata ieri la garante per l’infanzia dell’Abruzzo, Alessandra De Febis: «Stiamo lavorando insieme al Tribunale per i minorenni per consentire anche a Catherine di venire a trovare i suoi figli». Fonti vicine alla famiglia sottolineano che le strutture contattate per un eventuale trasferimento dei minori si sono dette non disponibili ad ospitarli.
Garante: «Verifiche sul bambino che rifiuta il cibo»
«C’è arrivata adesso questa novità, del bimbo che si rifiuterebbe di mangiare, ora voglio accertare questa cosa». Lo ha detto la Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, arrivata poco fa a Vasto nella casa famiglia. A raccontare questo particolare nei giorni scorsi era stata la zia del bambino. «Esprimo il mio auspicio che questa storia possa risolversi velocemente, con il minor danno possibile per i minori. Vengo qui come se fossi una bambina che rappresenta l’interesse dei bambini. Immagino che vedrò la dirigente della struttura – ha risposto ai giornalisti che la attendevano davanti ai cancelli -, la curatrice, l’assistente sociale, o almeno la sentirò al telefono, e spero di riuscire anche a parlare con gli psichiatri della Asl». Poco prima dell’arrivo di Terragni la zia e la nonna dei bambini avevano lasciato la struttura; il padre dei piccoli oggi non è presente.
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La maggioranza riscrive la norma sugli affidi
Ieri i capigruppo della maggioranza hanno presentato al Senato un disegno di legge per verificare ulteriormente i requisiti richiesti prima dell’allontanamento di un minore dalla famiglia. Il futuro provvedimento si applicherà anche ai procedimenti già in corso, quindi anche per il figli di Nathan Trevallion e Catherine Birminghan. L’obiettivo, spiegano i capigruppo, è «assicurare che, prima di assumere decisioni su un collocamento extrafamiliare, venga valutato comparativamente il beneficio collegato all’interruzione della situazione di pregiudizio in atto con le conseguenze derivanti dal distacco dall’ambiente familiare sotto il profilo della salute psico-fisica del minore». Il giudice dovrà compiere sempre «un’attenta ponderazione, con l’ausilio di specialisti esenti da conflitti di interesse, di tutti gli elementi acquisiti valutando le diverse possibili soluzioni». «Sono oltre ventimila i minori italiani allontanati dalle loro famiglie, in gran parte collocati in comunità educative ovvero case-famiglia. La vicenda dei ‘bambini nel bosco’ ha riscosso un grande interesse, ma è solo il caso più noto di un fenomeno complesso e assai diffuso», hanno sottolineato fonti della maggioranza.
