SUONI E VISIONI

Carlton fa causa a Fortnite: "Quel ballo è solo mio"

19/12/201806:57Aggiornato 28/02/2019 15:41

L'attore Alfonso Ribeiro, che dal 1990 al 1996 ha recitato a fianco di Will Smith nella serie Willy, il principe di Bel-Air, ha fatto causa alla compagnia che ha sviluppato Fornite. 

A una prima occhiata sembrerebbe uno scontro generazionale senza precedenti: Alfonso Ribeiro, il cugino Carlton di Willy, il principe di Bel-Air, sta portando in tribunale Fornite.
L’attore americano, spalla di Will Smith dal 1990 al 1996, sta infatti facendo causa alla Epic Games, la casa di videogiochi che ha sviluppato Fortnite, uno dei titoli più giocati al mondo (200 milioni di utenti iscritti). Ribeiro sostiene che la sua immagine sia stata usata illegalmente: la Epic Games avrebbe sfruttato in maniera illecita una “forma di espressione creativa protetta”, traducendo i suoi movimenti in un contenuto acquistabile sul videogioco.

Fortnite deve il suo enorme successo a due elementi. La popolarissima modalità Battle Royale, nella quale 100 giocatori si sfidano tutti contro tutti, e gli acquisti in-game, che permettono di comprare elementi cosmetici come costumi, deltaplani, skin ed emote.


Cosa sono le emote? Dei balletti da fare eseguire al proprio personaggio, azione che non comporta nessun vantaggio competitivo. Grazie alla vastissima diffusione del videogioco, le emote si sono fatte strada dal mondo virtuale a quello reale in tempi molto rapidi. Il calciatore Antoine Griezmann, per esempio, ne esegue regolarmente una delle più famose.


Nonostante Fortnite sia gratuito, dal giorno del lancio ha guadagnato più di un miliardo di dollari. L’ha fatto esclusivamente attraverso la vendita di V-Bucks, la valuta virtuale utilizzata per comprare i vari elementi cosmetici, tra cui le emote.

Le emote sono ispirate in larghissima parte da balli reali.  

     
Da Bruce Lee a Snoop Dogg, passando per Scrubs e Napoleon Dynamite, gli sviluppatori della Epic Games hanno pescato a piene mani dalla cultura pop. E l’hanno fatto, apparentemente, senza particolari remore - l’emote col ballo che Ribeiro considera suo si chiama Fresh, un evidente collegamento al titolo inglese della serie (The Fresh Prince of Bel-Air).

L’attore ha fatto causa anche a Take Two Interactive, la compagnia che ha sviluppato la fortunata serie di videogiochi sul basket NBA 2K. Anche in questo caso, il problema è il ballo acquistabile Two Fresh, che richiama le movenze che Ribeiro ha eseguito per la prima volta nel 1991, per un episodio natalizio del Principe di Bel-Air.


La legge sulla proprietà intellettuale americana sembra però favorire gli sviluppatori. Sebbene sia possibile proteggere col diritto d'autore un ballo, viene definito come una serie di movimenti composti in maniera complessa e originale. Una singola mossa di ballo, di conseguenza, è considerata soltanto come elemento parziale di una coreografia più complessa. La brevità delle animazioni di Fortnite e NBA 2K giocano quindi a favore delle compagnie proprietarie, perché è più facile associarle ad un solo elemento di una coregrafia, non vincolabile al diritto d'autore. Inoltre, altri titoli - da World of Warcraft a Black Ops 3 - hanno già incorporati balli reali nei loro mondi virtuali.  

L’avvocato David L. Hecht, che rappresenta Alfonso Ribeiro, ha fatto sapere che stanno avviando le pratiche per difendere col copyright la Carlton dance, e che altri querelanti si stanno facendo avanti - tra i quali il rapper 2 Milly. La possibilità più concreta è questa vicenda si concluda fuori dal tribunale, ma conferma che i videogiochi sono sempre meno un mondo a parte, e sempre più un elemento pesante di una realtà complessa.  

    

   

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