SUONI E VISIONI

"Clandestini", il murales con migranti d'eccezione: da Einstein a Lady Gaga

Redazione - 10/01/201917:07

L'artista milanese Cristina Donati Meyer ha voluto raffigurare, lungo il Naviglio Grande, alcuni tra gli emigrati più famosi, tra loro Charlie Chaplin, Madonna e Sigmund Freud: «L'ho fatto per restituire dignità a queste persone»

 

Si chiama 'clandestini' ed è l'ultima opera dell'artista milanese Cristina Donati Meyer, realizzata lungo il Naviglio Grande di Milano. Il murales è stato concepito per «restituire a queste persone la dignità di esseri umani e non numeri, ma anche rifuggire il latente razzismo che in Italia non è appannaggio delle sole destre»,  racconta Cristina ad OPEN.

La vicenda dei 49 migranti bloccati in mare al largo di Malta per giorni ha monopolizzato il dibattito politico delle ultime settimane. La notte scorsa, il Governo italiano ha trovato l'accordo sulla questione, decidendo di accogliere dieci persone, perlopiù donne e minori, che saranno affidati alla Chiesa Valdese.

«La violenza dell'assistere quotidianamente a immagini di persone che affogano, additati per di più come criminali dovrebbe suscitare la reazione di ogni coscienza civile. Io, come artista, mi attivo con i mezzi che ho a disposizione cioè la protesta visiva e l'arte».

Sul barcone raffigurato sul muro ci sono però migranti d'eccezione: Sigmund Freud, Isabel Allende, Rodolfo Valentino, Lady Gaga, Marc Chagall, Charlie Chaplin, Albert Einstein e Madonna. Cantanti, scrittori, attori, scienziati, emigrati di prima o seconda generazione che hanno offerto al mondo contributi significativi.«Diamo tutti per scontato che sui barconi ci siano disgraziati, poveracci e categorie varie, etichettati come immigrati e clandestini» continua Cristina.

«La provocazione, ma anche il ritenere che a bordo di quelle navi o barconi possano realmente esserci una nuova Allende o un nuovo Einstein, intende restituire a queste persone la dignità di esseri umani e non numeri».

 

 

 

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