SUONI E VISIONI

Giù la maschera: la fondazione del pittore Dalí si schiera contro «La casa di carta»

Felice Florio - 25/01/201915:49Aggiornato 25/01/2019 15:51

Secondo una fonte interna, la Fundación Gala-Salvador Dalí sta «procedendo a regolamentare l’uso dei diritti d’immagine del pittore». La produzione: «Non era necessario chiedere un permesso perché la maschera utilizzata nella serie è una caricatura»

La casa di carta è la serie, non in lingua inglese, più vista di sempre su Netflix. Un successo enorme, determinato anche dalla viralità di alcuni suoi simboli, ad esempio la colonna sonora Bella ciao e la maschera utilizzata dai rapinatori che nella serie assaltano la Zecca di Stato per stampare 2 miliardi e 400 milioni di euro. Proprio intorno alla maschera che rimanda in maniera chiara al volto del pittore surrealista Salvador Dalí si è sollevata una polemica in Spagna.

A darne notizia è il quotidiano El Pais: «Secondo una fonte interna alla Fundación Gala-Salvador Dalí – scrive il giornalista Montañes – qualunque persona che voglia esercitare o sfruttare i diritti di immagine del pittore, deve chiedere un’autorizzazione previa alla fondazione. E se la fondazione ha la percezione che i suoi diritti sono stati violati, ha il compito di far regolarizzare gli usi non autorizzati».

La fondazione, costituita proprio dal pittore nel 1983 per tutelare e difendere tutto ciò che fosse legato alla sua immagine, afferma che «le è stata assegnata dallo Stato spagnolo la gestione esclusiva dei diritti immateriali derivati dal lavoro e dalla persona di Salvador Dalí». La fonte anonima avrebbe poi aggiunto: «Non si tratta solo di un problema economico, ma di diritto e di tutela dell’immagine».

Se Netflix rende più difficile l’eventuale causa legale che potrebbe intentare la fondazione, Atresmedia e Vancouver Media, i primi produttori della serie poi venduta alla piattaforma di streaming americana, si smarcano dalle accuse seguendo due linee difensive:

  • La prima è che trattandosi di una caricatura ispirata al volto di Salvador Dalí, non era necessario richiedere nessuna autorizzazione alla fondazione;
  • La seconda è che sì, la maschera è un disegno che ricorda il pittore spagnolo, ma un baffo così lo può portare qualsiasi persona nel mondo, benché Dalí lo abbia reso popolare.

Da Vancouver Media fanno sapere che i creatori della serie si trovarono davanti a due opzioni di maschere: «Una che riprendeva i tratti di Don Chisciotte, per la sua universalità e per la sua follia, e l’altra la caricatura di Salvador Dalí, personaggio più iconico e molto più moderno di quello creato da Cervantes».

Un portavoce di Netflix ha glissato sulla faccenda, preferendo soffermarsi su qualche dettaglio della nuova stagione de La casa di carta, la terza: «La decisione di utilizzare Dalí dipende dai creatori originali. Per noi resta una caricatura utilizzata ai fini della serie».

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