SUONI E VISIONI

Tra ovazioni e omofobia: Bilal Hassani, YouTuber queer francese, sarà la nuova Conchita Wurst?

Redazione - 28/01/201906:18Aggiornato 28/01/2019 16:34

Mentre il giovane cantante è stato scelto a rappresentare la Francia all’Eurovision, associazioni di difesa dei diritti LGBT attaccano gli autori dei 1.500 tweet omofobi 

A quindici anni era un ammiratore di Conchita Wurst, la diva barbuta vincitrice dell’Eurovision. Ora, a 19 anni, lo YouTuber Bilal Hassani, idolo queer dei giovani francesi, rappresenterà la Francia sullo stesso palco. Bilal, di origine marocchina, respinge i codici classici della mascolinità e le norme di genere, adottando un vestiario femminile e continuando a definirsi uomo. Bilal è stato definito un esempio dalla stampa: «Bilal pone le basi che guideranno gli adolescenti di oggi e gli adulti di domani» scrive Mathilde Truong su MadmoiZelle, in un articolo intitolato Bilal Hassani, il modello che avrei voluto avere da ragazza.

«Dovete smetterla di porvi domande. Ditevi che alla fine dei conti, sono Bilal Hassani, porto delle parrucche perché le adoro, adoro il profumo per donna e per uomo. Le regole assegnate dalla popolazione rispetto a quello che devo fare e portare non le rispetto, io mi diverto» afferma il giovane divo. La sua ascesa è iniziata quando ha interpretato Rise Like A Phoenix di Conchita Wurst a The Voice Kids. Bilal è poi diventato famoso su YouTube, dove ha fatto il suo coming out, posta cover di canzoni, tutorial di trucco, ma anche confidenze. Bilal ha scelto la piattaforma video per raccontare di essere stato espulso dal suo liceo a causa della sua omosessualità. Scoperto da Janet Jackson, il giovane cantante farà uscire questa primavera il suo primo album con l'etichetta Low Wood.

Se i giovani francesi apprezzano questa icona anticonvenzionale (il suo video di Roy ha più di 6 milioni di visualizzazioni su YouTube) questo «arabo con una parrucca» non ha però vita facile. Secondo l’associazione Urgence Homophobie (Urgenza omofobia), Bilal ha già ricevuto «più di 1.500 tweet discriminatori o minacciosi in ragione del suo orientamento (sessuale) o del suo aspetto fisico». Insieme ad un’altra associazione, Stop Homophobie (Stop all’omofobia), il collettivo ha deciso di portare in tribunale «ogni persona che ha insultato, discriminato o minacciato» online il giovane cantante.

Anche due deputati, Raphaël Gérard e Gabriel Serville, hanno esortato Twitter ad applicare punizioni più severe a chi insulta Bilal. Che, come canta in Roy, la canzone che lo ha portato all' Eurovision, sentenzia «non rispetto i codici e do fastidio a molta gente».

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