SUONI E VISIONI

Cinque motivi per cui «Russian Doll» è la serie più attesa

Giulia Marchina - 01/02/201910:22

Scrittura e regia tutta al femminile per il nuovo prodotto Netflix che indaga i temi del fallimento personale, del suicidio e della malattia mentale

Co-creata da Natasha Lyonne, Leslye Headland e Amy Poehler, e caratterizzata da una squadra di scrittura e regia tutta al femminile, «Russian Doll» sarà disponibile dal primo febbraio su Netflix. Racconta la storia di Nadia, affermata professionista newyorkese che di ritorno dalla festa per il suo trentaseiesimo compleanno viene investita da un'auto ma, invece di morire, si risveglia nuovamente alla sua festa e comincia a rivivere all'infinito lo stesso momento.

Queste sono le cinque buone ragioni per non perdervela

1. Una storia esistenziale

È una serie profonda, sì. Con qualche sprazzo di metafisica, anche. Ma ci sono parolacce, orge e umorismo. «Russian Doll» è uno studio che rimugina su come le persone rimangano bloccate nella stessa modalità della vita che garantisce loro una sorta di sconfitta, ripetendo quindi gli stessi errori ancora e ancora e ancora.

2. La brevità 

Gli episodi di «Russian Doll» durano circa 25 minuti ognuno. E ognuno di essi aggiunge un tassello alla ricerca esistenziale di Nadia. Prima un'analisi della protagonista sul lavoro che fa; poi sulla sua ricerca di una guida spirituale. E sull'inevitabilità della morte.

3. La protagonista

Nadia, la protagonista - prende il nome da Nadia Comaneci, la ginnasta degli anni '80 di cui Natasha Lyonne, una delle creatrici della serie, infatti, è appassionata: ironica, feroce, a tratti volgare e mascolina. Cammina nel suo cappotto di tweed grigio come una nevrastenica, con quel passo ritmato da vera newyorker. Ha i capelli rosso fuoco, ricci che lascia ondeggiare di qua e di là e fuma di continuo, trascinando asmaticamente le sigarette.

4. Un progetto ambizioso

Lyonne, Headland e Poehler mirano a una meta più alta:  «Russian Doll» non è un semplice dramma sulla notte più bizzarra di una donna comune. Con il procedere della serie, quel loop della stessa scena che si ripete diventa complicato, ma gratificante: osservare la protagonista che ritorna infinite volte allo stesso punto di partenza, osservarla sopravvivere, è emozionante.

5. I temi

Paura del fallimento, malattia mentale e suicidio sono gli argomenti che si avvicenderanno più spesso durante l'intera stagione. Per le creatrici «sembra sempre più che le persone adulte non riescano a dare un senso alla vita e a tirarsi fuori. È importante avere una conversazione aperta e libera sulla rottura dei falsi ideali del perfezionismo».

 

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