SUONI E VISIONI

Cinque serate per cinque ricordi: quella volta in cui c'era «The Boss» a Sanremo

Giulia Marchina - 05/02/201920:25Aggiornato 12/02/2019 18:05

Sottotitoli in sovraimpressione e nessuna intervista: Bruce Springsteen salì sul palco dell'Ariston cantando un brano dedicato agli «ultimi»

Cinque notti in compagnia di Sanremo. Dalla prima edizione del Festival, nel 1951, fino a oggi, Open ha deciso di raccontare l'intramontabile appuntamento con la musica italiana (e non) facendo leva sui vostri ricordi. Una grande esibizione, una canzone che diventerà indimenticabile, una star internazionale che inaspettatamente ha calcato il palco del Teatro Ariston. Vi regaliamo un po' di nostalgia, insomma, e della buona musica sanremese. Serata dopo serata.

Il 20 febbraio 1996, Bruce Springsteen è apparso davanti alla platea. Aveva accettato l'invito ad esibirsi con The Ghost of Tom Joad, brano che racconta uno spaccato della società americana vista dagli occhi degli emarginati. Quel «sì» detto a Pippo Baudo, attira su di lui proteste e polemiche: perché The Boss, il portavoce della working class, l'idealista, l'anticonformista, l'artista dei dimenticati e dei reietti, si "piegava" al palco dell' Ariston? In tanti non gli hanno risparmiato critiche (e un pizzico di delusione): «Venduto!», «Vittima delle logiche della discografia!». La sua esibizione, infatti, coincideva con la promozione dell'album The Ghost of Tom Joad, uscito nel 1995.

In ogni modo, per la sua partecipazione al Festival, Springsteen aveva dettato condizioni precise: nessuna domanda o intervista né prima e né dopo essersi esibito. Avrebbe suonato a inizio serata, senza presentazione, a luci quasi spente, con un solo faro che lo illuminava dall'alto: luce bianca, regia semplice. Ma, soprattutto, aveva fatto in modo che in sovraimpressione scorressero i versi della sua canzone, così che tutti avessero chiaro il significato della sua proposta musicale.

Lo ricordate? Camicia stropicciata, i capelli tirati indietro e pizzetto incolto. Unisono di pianoforte, armonica e chitarra. Finita l'esibizione, sorridendo mentre Pippo Baudo tentava di porgergli qualche domanda, se n'è andato. Alle 21.15, Sanremo poteva cominciare.

Nota per gli appassionati, quell'anno Ron e Tosca vincevano il Festival con il brano Vorrei incontrarti fra cent'anni e Pippo Baudo conduceva l'ultima di cinque edizioni consecutive - poi ne sarebbero arrivate altre- accompagnato da Sabrina Ferilli e Valeria Mazza.

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