SUONI E VISIONI

Chi vincerà Sanremo? I pronostici (sperati) di Open

Olga Bibus, Giada Ferraglioni, Giulia Marchina, Maria Pia Mazza - 09/02/201918:53Aggiornato 12/02/2019 17:39

Non siamo un'agenzia di scommesse, ma in questi cinque giorni abbiamo seguito con attenzione la kermesse e ci siamo fatti un'idea su chi vincerà la 69esima edizione del Festival della canzone italiana

Tra pronostici di agenzie di scommesse e giudizi definitivi lanciati dagli italiani sul divano di casa, abbiamo scelto cinque cantanti sui quali puntare tutto per la serata conclusiva del festival di Sanremo. Dall'uragano scatenato da Achille Lauro con la sua Rolls Royce, alla definitiva affermazione di Simone Cristicchi sull'Ariston: insieme a loro, Ultimo, Irama e Daniele Silvestri.

Achille Lauro

La prima sera del festival, si è presentato con un mantello da Conte Dracula. Dopo quella esibizione, è diventato il bersaglio di critiche, accuse di plagio, e attacchi di ogni genere. Ma Achille Lauro merita di vincere Sanremo perché ha scritto, semplicemente, una bella canzone: moderna e antica insieme. Il cantante di Rolls Royce è il manifesto dell'arte politicamente scorretta che molti avrebbero voluto censurare.

Achille Lauro, nome d'arte di Lauro De Marinis, è riuscito a catalizzare ogni dibattito su Sanremo: abbiamo assistito a un tutti contro Lauro, i puristi che lo accusano di inneggiare alle droghe e i puristi della trap di essere troppo commerciale. Lauro, invece, canta il suo amore verso tutti: Van Gogh, Amy Winehouse, Marilyn Monroe, Hendrix, Miami Vice, i sexy shop e pure Dio.

Rolls Royce è un inno malinconico ai nostri miti immortali, la danza punk di un immaginario giocoso che sfuma i drammi nelle tinte pastello. Chissenefrega cosa ricorda e sottintende. Fatecela sentire ancora, magari nella versione con Morgan. (S.Da.)

Simone Cristicchi

Simone Cristicchi partecipa al festival con Abbi cura di me, canzone il cui titolo strizza l'occhio a Franco Battiato. Oltre al titolo, rimando alla celeberrima La Cura, due versi in particolare ricordano le canzoni del cantautore siciliano: «Anche in un chicco di grano si nasconde l'universo/Perché la natura è un libro di parole misteriose».

Cristicchi ha sfoggiato la miglior versione del suo pezzo duettando con Ermal Meta. L'artista albanese, che ha vinto la passata edizione, è una sicurezza per il pubblico sanremese: oltre a essere un paroliere (ha scritto canzoni per Emma Marrone, Francesco Renga, Patty Pravo e tanti altri), Meta con la sua voce riesce a graffiare l'emotività degli ascoltatori. Con lui, Cristicchi ha donato al suo brano una completezza tecnica e sonora.

Abbi cura di me sembra aver raggiunto una maggiore consapevolezza musicale rispetto a Ti regalerò una rosa, canzone che ha vinto la 57esima edizione del festival. Per molti sembrerà un'affermazione forte, ma Cristicchi è riuscito a superarsi. (Giada Ferraglioni)

Ultimo

Ultimo, nome d'arte di Niccolò Moriconi, è nato soltanto nel 1996, ma è già una certezza nel panorama musicale italiano. Un nome che sembra sottolineare il desiderio di non abbandonare la periferia dove il giovane è cresciuto. Un nome che rivendica la voce di tutti quei ragazzi dimenticati dalla società, che non si sentono rappresentati da nessuno e si sentono in un limbo, tra una Canzone stupida e tanti Sogni appesi.

Nella 69 edizione del festival di Sanremo, l'Ultimo e gli ultimi saranno i primi. Formatosi nel conservatorio di Santa Cecilia, la sua voce fresca e i suoi testi solo apparentemente semplici prendono comunque come riferimento la tradizione del cantautorato italiano. Questo artista ha tutto ciò che serve per vincere Sanremo una seconda volta, visto che nel 2018 era già arrivato primo nella sezione Nuove proposte con Il ballo delle incertezze.

Il brano in gara, I tuoi particolari, è un inno a quei dettagli che caratterizzano il sentimento più puro. Una dedica ai particolari, così sfuggenti da non avere vocaboli per essere raccontati: «Se solamente Dio inventasse delle nuove parole, potrei scrivere per te nuove canzoni d’amore e cantartele qui». (Maria Pia Mazza)

Irama

Irama, con l'umiltà e la sana sfrontatezza di chi ha solo 24 anni, si avvia verso una vittoria bis a Sanremo. Dopo aver trionfato nella sezione giovani nel 2015, il cantautore toscano ha attraversato anni difficili a causa di contratti e persone sbagliate che ne hanno fermato la carriera. Ma i suoi fan, che hanno iniziato a conoscerlo e amarlo durante il suo periodo nella scuola di Amici di Maria De Filippi, non l'hanno mai abbandonato. E il televoto inciderà sulla vittoria del festival per il 40%, Un dettaglio non trascurabile per un ragazzo timido e riservato, che nello sguardo ha già il fuoco e la maturità di chi ha già sbattuto la faccia contro il lato oscuro del successo.

Irama ha avuto la forza di rimettersi in gioco. Un po’ come la sua Ragazza con il cuore di latta, la canzone con cui è in gara. «Un’anima fragile... cresciuta in fretta». Primo nei trend di Youtube, il compito più difficile per lui sarà convincere la giuria della sala stampa e quella demoscopica. Ma la maturità dei suoi testi, che superano l’età anagrafica del cantante, dovrebbero fare breccia nella giuria di Sanremo. La sua capacita di districarsi tra diversi generi musicali gli ha già fatto conquistare i favori della Sala stampa.

A influire sul voto potrebbe essere anche la storia d’amore con l'influencer Giulia De Lellis. Una fidanzata molto social anche per un cantante conosciuto come Irama, Ma la storia d’amore dà una marcia in più all'artista: i follower di una potranno trasformarsi nei voti dell'altro. Questa sera scopriremo chi vincerà, è certo però che vedremo Irama sul podio di Sanremo 2019. (Olga Bibus)

Daniele Silvestri

Quando pensiamo a Daniele Silvestri è inevitabile saltellare intonando Salirò, immaginando il cantante «sdraiato sul selciato, sfatto come il tagliolino al pesto che ho mangiato». Ma puntiamo su di lui non tanto per la sua lunga carriera, ma perché si presenta alla 69esima edizione del festival con una canzone che miscela il cantautorato italiano a un rap fluido e travolgente: Argento vivo è uno spaccato della complessità degli adolescenti di oggi.

Il pezzo prova a trasformare in musica le sensazioni di un tipico ragazzo di sedici anni: il mondo dei social, della tv, che si mescola all'ingiustizia di restare ingabbiato negli schemi di una società malata che pare scegliere per il futuro degli individui. «Questa prigione corregge e prepara a una vita che non esiste più da almeno 20 anni»: non è una denuncia, ma una triste constatazione che si è creato un cortocircuito tra le prospettive della generazione passata e la realtà che si prospetta ai giovani d'oggi. Incisiva è una delle ultime strofe del pezzo in cui l'autore racconta del bambino che poteva essere argento vivo ma «L'avete messo da solo davanti a uno schermo».

La canzone, che all'apparenza potrebbe sembrare una cantilena piena di retorica, si rivela dopo le prime note come un rap pungente, ritmato dalla romanità di Silvestri: con le sue capacità risulterebbe credibile pure se cantasse la lista della spesa. Con la freschezza di Rancore, a spezzare il flusso di Daniele, Argento vivo prende la forma di un brano che potrebbe sbarigliare ogni concorrenza sul palco dell'Ariston. (Giulia Marchina)

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