Narciso che si specchia nell'acqua
Alfonsina Russo e Massimo Osanna, rispettivamente direttrice ad interim del Parco archeologico di Pompei e il direttore scientifico e responsabile dei lavori
Alfonsina Russo e Massimo Osanna con  Narciso che si specchia nell'acqua sullo sfondo
Gli elementi decorativi nell'alcova dove è stato rinvenuto Narciso che si specchia nell'acqua
Gli elementi decorativi nell'alcova dove è stato rinvenuto  Narciso che si specchia nell'acqua
Gli elementi decorativi nell'alcova dove è stato rinvenuto Narciso che si specchia nell'acqua 
Narciso che si specchia nell'acqua
Decorazioni floreali nell'alcova dove è stato rinvenuto Narciso che si specchia nell'acqua
Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev 
Leda e il cigno

SUONI E VISIONI

Bellezza e vanità: a Pompei affiora l'affresco di Narciso

Maria Pia Mazza - 15/02/201907:01Aggiornato 15/02/2019 07:02

Il personaggio mitologico greco incarna la massima espressione di fascino e vanesia, al punto da rimanere vittima della sua stessa bellezza

Tutti conosciamo il mito di Narciso, il personaggio mitologico greco che incarna la massima espressione di fascino e vanesia, al punto da rimanere vittima della sua stessa bellezza. Durante i lavori di messa in sicurezza idrogeologica della Regio V di Pompei, gli archeologi hanno scoperto un nuovo affresco che ritrae Narciso che si specchia nell’acqua. Il ritrovamento ha restituito anche decorazioni con figure floreali, nature morte, grifoni e altri elementi ornamentali. Oltre all’affresco sono state rinvenute anche otto anfore, contenitori di vetro e un imbuto di bronzo. I colori dell’opera sono intensi e nitidi, proprio come nell’affresco rinvenuto nel novembre 2018 e raffigurante la scena erotica di Leda e il cigno.

Leda e il cigno

Il direttore scientifico e responsabile dei lavori Massimo Osanna spiega: «Tutto l'ambiente è pervaso dal tema della gioia di vivere, della bellezza e vanità, sottolineato anche dalle figure di menadi e satiri che, in una sorta di corteggio dionisiaco, accompagnavano i visitatori all'interno della parte pubblica della casa. Una decorazione volutamente lussuosa e, probabilmente, pertinente agli ultimi anni della colonia, come testimonia lo straordinario stato di conservazione dei colori». 

(Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)

 

«La bellezza di queste stanze, evidente già dalle prime scoperte, ci ha indotto a modificare il progetto e a proseguire lo scavo per portare alla luce l’ambiente di Leda e l’atrio retrostante: ciò ci consentirà in futuro la fruizione del pubblico di almeno una parte di questa domus» commenta Alfonsina Russo, direttrice ad interim del Parco Archeologico di Pompei. 


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