SUONI E VISIONI

Chi è Maruv, l'artista ucraina che ha rinunciato all'Eurovision

Henry Albert - 28/02/201917:09Aggiornato 28/02/2019 17:22

Per la seconda volta in pochi anni, le tensioni politiche tra Russia e Ucraina si riversano nella competizione musicale. La cantante Anna Korsun si è rifiutata di firmare un nuovo contratto con la televisione di stato ucraina, dichiarando di non voler diventare una «pedina politica»

Anna Korsun, in arte Maruv, doveva rappresentare l’Ucraina a Eurovision 2019, in programma a maggio a Tel Aviv. Doveva, perché le tensioni politiche tra la Russia e il suo Paese le sono costate la partecipazione al festival internazionale di musica.

Maruv ha vinto la selezione nazionale ucraina con il suo pezzo Siren Song, ma all’emittente nazionale UA:PBC non è andata giù né che la cantante avesse in programma concerti in Russia, né i suoi legami commerciali con la Warner Music Russia. Le hanno dato 24 ore per firmare un contratto che di fatto le vietava, per quanto temporaneamente, di esibirsi in Russia. L’artista, inizialmente disposta ad annullare il tour in Russia, ha definito alcune clausole del contratto un «tentativo di censura»

 

 

In un lungo post su Facebook, l’artista ha sottolineato punti particolarmente gravi, chiamando la UA:PBC con la sua vecchia sigla, NTU.

Mi è proibito fare qualsiasi improvvisazione sul palco senza l’approvazione della NTU. Devo attenermi completamente a tutte le richieste e le istruzioni della NTU (in teoria, potrebbero forzarmi a ballare ad una festa di compleanno con qualche vice ministro e, in caso di rifiuto, potrebbero squalificarmi e costringermi nuovamente a pagare una multa di 2 milioni di grivnie (corrispondono a circa 65 mila euro ndr). In più, dovrei compensare la NTU per le perdite!). Mi è proibito comunicare con i giornalisti senza il consenso della NTU (il che viola del tutto la libertà di parola e i diritti umani). E un sacco di altre cose assurde. In caso di violazione di uno di questi punti, ci sono una multa di 2 milioni di grivnie e una compensazione per le perdite di ammontare indefinito. In cambio, dalla NTU non ricevo niente: non un centesimo di supporto finanziario, nessuna assistenza nell’organizzare un viaggio, e nessun, in particolare, supporto per la promozione all’estero. Devo addirittura provvedere io stessa al mio visto. Vedo chiari tentativi di costringermi a rifiutarmi di rappresentare il mio paese all’Eurovision Song Contest 2019. Vi chiedo il vostro supporto, quello della stampa e dei giornalisti indipendenti che non sono pronti a obbedire agli ordini di qualcuno.

Del caso Maruv si è occupato in prima persona Vyacheslav Kyrylenko, vice primo ministro e ministro della Cultura, che ha dichiarato che gli artisti del Paese che fanno tour in Russia, o «non riconoscono l’integrità territoriale dell’Ucraina», non dovrebbero partecipare all’Eurovision, destinata solamente a «patrioti consapevoli della propria responsabilità». In un comunicato l’emittente UA:PBC ha scritto che un artista «deve impegnarsi a diventare un ambasciatore culturale del Paese, portando non solo la sua musica ma esprimendo l’opinione della società ucraina nel mondo».

Maruv si è rifiutata di diventare uno «strumento politico», non firmando niente e rinunciando del tutto a Eurovision. L’emittente UA:PBC ha contattato i secondi e i terzi classificati della selezione ucraina per sostituirla, ma anche loro non ne hanno voluto sapere. Kazka, i terzi classificati, hanno scritto su Instagram che «saremmo stati onorati di rappresentare l’Ucraina, ma non cerchiamo una vittoria a questo costo. La nostra missione è unire le persone con la musica, non creare divisione».

La conclusione della vicenda? L’Ucraina rinuncia del tutto a Eurovision - nessuno rappresenterà il Paese a Tel Aviv. Questo livello di ingerenza non stupisce: nel 2017 l’Ucraina, che ospitava la competizione, ha bandito la cantante russa Samoilova per una sua visita in Crimea.

 

 

Chi è Maruv

Anna Korsun nasce a Pavlohrad, nella regione di Dnipropetrovs'k, il 15 febbraio 1992. Nonostante gli studi lontani dalla musica (è laureata in Radiofisica ed Elettronica al politecnico di Charkiv), si interessa da sempre di canto, esibendosi con vari piccoli gruppi.
Nel 2013 la svolta - con il futuro marito e altri amici fonda The Pringlez. Il gruppo partecipa a varie competizioni, per poi sbarcare alle selezioni nazionali di Eurovision nel 2016, con la canzone Easy to Love. Qua conosce il produttore Yuri Nikitin, che li spinge a trasferirsi a Kiev e a cambiare nome e genere musicale.

 

 

Tra febbraio 2017 e marzo 2018 il gruppo si esibisce come Maruv, nome che Anna adotta anche come pseudonimo personale. Nel maggio 2017 esce il mini-album Stories, con sette pezzi in tre lingue diverse (russo, inglese, ucraino). Nello stesso anno Anna conosce il chitarrista Boosin, con il quale fonda l’etichetta Zori Sound. Dopo il debutto con Spin, il loro secondo singolo - Drunk Groove - viene distribuito in Russia con la Warner Music Russia. Maruv canta Drunk Groove a Mosca, per il Fifa Fan Fest organizzato in occasione dei mondiali di calcio, prima del lancio del loro album Black Water a settembre.

 

 

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