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«Plague Inc.»: il videogioco inserisce i no-vax tra le "armi" per sterminare l'umanità

Cristin Cappelletti - 01/03/201906:52Aggiornato 01/03/2019 12:34

I creatori avevano lanciato una petizione chiedendo agli utenti se desiderassero o meno l'aggiunta degli anti-vaccinisti tra gli strumenti del gioco. L'intervista di Open a Stefano Silvestri, direttore di «Eurogamer»

Per l'Organizzazione mondiale della sanità sono uno dei maggiori pericoli alla salute globale. Ora i no vax saranno considerati una minaccia anche nel mondo fittizio dei videogiochi. I creatori del gioco di strategia Plauge Inc, il cui obbiettivo è generare una pandemia per sterminare il genere umano, hanno deciso di inserire gli antivaccinisti tra gli attori in grado di diffondere il virus. La casa produttrice aveva lanciato una petizione su Change.org promettendo che, se avessero raggiunto le 10.000 firme, avrebbero inserito una nuova funzione del gioco relativa ai no-vax.

La petizione ha già superato le 20mila firme e l'azienda Ndemic Creations, sviluppatrice del gioco, ha annunciato su Twitter: «Ok ok voi avete parlato e noi abbiamo ascoltato. Inizieremo ad occuparci degli anti-vax molto presto». Nel gioco è possibile scegliere con quale microrganismo scatenare l'epidemia. Non è ancora chiaro in quale modo la funzione "no-vax" possa contribuire al raggiungimento dell'obbiettivo. «Non è la prima volta che questioni politiche e sociali entrano nella narrativa di un videogioco», commenta a Open Stefano Silvestri, direttore di Eurogamer.

«Il caso più eclatante è stato anni fa con Mass Effect 3, che non piacque agli appassionati. Era un finale autoriale alla Kubrick «2001 odissea nello spazio», continua Silvestri, «ci fu chi intentò una causa contro BioWare, responsabili di non aver mantenuto le promesse fatte in sede di anteprima. L'azienda cedette alla richieste cambiando il finale in modo da venire incontro ai gusti del suo fan». Negli ultimi anni l'opinione pubblica si è divisa sulla questione no-vax e l'introduzione dell'obbligatorietà dei vaccini. «È inusuale che i publisher si concentrino su questioni politiche perché vogliono vendere dovunque e a chiunque, non vogliono rischiare di scontentare qualcuno e avere la nomea di essere di destra o di sinistra».

Plague Inc. non è però un caso isolato. «Durante la marcia a Washington, un senatore repubblicano aveva invitato gli utenti di World of Warcraft a loggarsi con il loro personaggio, creando quindi una marcia anche all'interno del gioco». Recentemente il videogioco The Amazon Race, sviluppato in parallelo a un reportage giornalistico, ha voluto proporre la simulazione di una giornata lavorativa all'interno di un magazzino di Jeff Bezos, proprietario di Amazon. In Italia invece, il videogioco Call of Salvenee aveva voluto ironizzare sulla vicenda dei Marò, permettendo ai giocatori di ingaggiare battaglie a colpi di populismo.

C'è chi si chiede se l'azienda abbia voluto semplicemente accontentare i suoi fan o prendere una posizione chiara su una questione molto delicata. «Di solito queste aziende non si piegano al volere del pubblico, è stata una mossa, a mio avviso, per evitare di finire nell'occhio del ciclone, evitare polemiche e vendere più copie. Sicuramente non volevano venire incontro ai gusti del pubblico».

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