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Le opere di Leonardo andranno al Louvre: dopo il «no» leghista, Italia e Francia trovano un accordo

Redazione - 05/03/201906:27Aggiornato 05/03/2019 11:47

Il ministro per i Beni Culturali Alberto Bonisoli si è detto «felice che la Francia possa celebrare il genio di Leonardo» che «è un patrimonio non solo italiano, ma europeo e universale»

Al suo ritorno a palazzo Farnese, il 16 febbraio, l’ambasciatore francese aveva annunciato la volontà di lavorare su tutti gli argomenti che hanno generato tensioni tra Italia e Francia. Se c’è un dossier che negli ultimi mesi è stato particolarmente caldo tra i due Paesi è quello della cultura, che aveva contribuito all’escalation dei rapporti tra i due Paesi. Leonardo da Vinci era diventato un nodo complesso da sciogliere tra Parigi e Roma. Il problema era la richiesta francese di ottenere in prestito delle opere dell'artista per una retrospettiva che il Louvre ha organizzato in occasione del cinquecentesimo anniversario della sua morte.

La fine dello scontro diplomatico è arrivata a Milano, città dove Da Vinci ha vissuto una ventina d’anni alla corte di Ludovico Sforza. Inizialmente l'Italia si era rifiutata di prestare alla Francia alcune opere del genio toscano. In occasione dell’inaugurazione della Triennale, Frank Riester, ministro francese della Cultura, ha risolto la questione. con il ministro per i Beni Culturali Alberto Bonisoli, che si è detto «felice che la Francia possa celebrare il genio di Leonardo» che «è un patrimonio non solo italiano ma europeo e universale».

«Entro breve tempo i due Paesi prepareranno una lista con le opere che sono compatibili a viaggiare», ha commentato a Open Maurizio Sansone, responsabile ufficio stampa del Ministero dei beni e delle attività culturali. L’Italia preparerà una lista con le opere di Leonardo da prestare alla Francia. I transalpini faranno lo stesso con le opere di Raffaello di cui corre l’anniversario il prossimo anno».

L'Annunciazione, Leonardo da Vinci

L'accordo del 2017

L’Italia aveva inizialmente rifiutato di collaborare, un atteggiamento etichettato dai principali media internazionali come «nazionalismo culturale». La posizione italiana era stata chiarita dalla sottosegretaria ai Beni culturali Lucia Borgonzoni. «Leonardo è italiano, in Francia ci è solo morto. Lui non è "Leonardò" come lo chiamano loro ma "Leonardo" e dare al Louvre tutti quei quadri significa mettere l’Italia ai margini di un grande evento culturale, anche perché pure i Lincei stanno preparando una loro mostra per agosto. Bisogna rimettere tutto in discussione. Nel rispetto dell’autonomia dei musei, l’interesse nazionale non può essere messo in secondo ordine. I francesi non possono avere tutto».

Nel 2017 l’Italia aveva stipulato un accordo con il Louvre che avrebbe permesso al museo francese di ottenere in prestito la quasi totalità dei dipinti di proprietà dello Stato italiano. Ma il governo giallo-verde ha messo in atto un netto dietrofront. Secondo Bonisoli: «Ci stiamo muovendo all'interno di un accordo che è stato iniziato dal governo precedente, ma non è stato concluso nel rispetto delle opere. E ci sono quelle opere che non possono muoversi e, mi dispiace, non saranno disponibili». Tra i capolavori citati ci sono l’Annunciazione, la Scapigliata, l’Uomo Vitruviano, l’Autoritratto, lo Studio di panneggio.

La Gioconda, Louvre

«Da poche settimane abbiamo cominciato a lavorare con il ministero degli Esteri, ritenendo il discorso culturale un elemento importante dell'intera relazione diplomatica», aveva aggiunto Bonisoli. Questa questione è infatti altamente politicizzata: non sono state le istituzioni museali a trattare bilateralmente, come spesso avviene, ma sono entrati in gioco i rispettivi governi. Leonardo da Vinci è stato quindi coinvolto nel braccio di ferro tra Francia e Italia, in gran parte orientato da questioni elettorali, in entrambi i Paesi.

Il nuovo accordo

Ma se la diplomazia dell'arte ha inasprito la contesa tra Roma e Parigi, un'intesa sulle opere dell'artista rinascimentale, nato in Italia e morto in Francia, potrebbe dare il via a un armistizio tra le due nazioni. «Si può parlare di un'evoluzione al termine di un lavoro diplomatico. Il precedente governo non aveva stipulato un vero e proprio accordo. Era stata fatta solo una dichiarazione di intenti. È questo il motivo per cui il ministro Bonisoli ha voluto incontrare il suo omologo francese, proprio per definire nel dettaglio quali opere fossero trasportabili. L’Italia non ha alcuna preclusione ideologica al prestito di opere di Leonardo che, nato in Italia, è un genio universalmente riconosciuto», continua Sansone.

«Quello che è trasportabile si può prestare», ha chiarito ancora Sansone, «a patto che vi sia reciprocità. Una reciprocità garantita anche dal ministro per la Cultura francese per le celebrazioni di Raffaello. Entro breve i due ministri si rivedranno e in quella sede verrà definito il dettaglio delle opere che possono essere date e ricevute in prestito. Il ministro Bonisoli ha riconosciuto il valore universale dell’opera di Leonardo e l’importanza che gli tributano i francesi proprio perché fu loro ospite negli ultimi anni della sua vita».

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