Julie Andrews
 Julie Andrews e Christopher Plummer, in uno scatto recente
 Julie Andrews e Christopher Plummer in Tutti insieme appassionatamente, 1965
Julie Andrews e Dick Van Dyke in Mary Poppins, 1964
 Primo piano di Julie Andrews sul set di Mary Poppins, 1964
Julie Andrews in Victor Victoria, 1982
Julie Andrews e Walt Disney
 Julie Andrews e Walt Disney in un momento di svago sul set di Mary Poppins
Primo piano da Victor Victoria
Julie Andrews e Gene Kelly
 Foto sul set di Mary Poppins
 Julie Andrews con il marito Blake Edwards
La Andrews sul set di Mary Poppins con in braccio la figlia Emma
 Foto di gruppo in pausa dal set di Mary Poppins
Oscar per Mary Poppins, 1964

SUONI E VISIONI

Biennale di Venezia 2019: Leone d'Oro alla carriera a Julie Andrews

Redazione - 09/03/201907:53

Poliedrica, instancabile e icona di stile. Nata il primo ottobre 1935, il volto della bambinaia più famosa al mondo si aggiudica un nuovo riconoscimento per aver segnato un'epoca e per non essere «mai scesa a compromessi»

Da Mary Poppins a Tutti insieme appassionatamente, passando per Victor Victoria; dal doppiaggio - l'ultima volta ha prestato la voce alla creatura marina Kharaten nel campione d’incassi Aquaman, ma è stata anche la mamma di Gru in Cattivissimo me - alle librerie con tre best seller. Il Leone d’Oro alla carriera della 76esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica - che avrà luogo a Venezia, dal 28 agosto al 7 settembre 2019 - è stato attribuito all'attrice inglese Julie Andrews.

La decisione è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia su proposta del Direttore della Mostra Alberto Barbera che ha spiegato così la scelta: «Affermatasi sin da giovanissima sulle scene del music hall londinese e, in seguito, a Broadway grazie alle sue doti canore e interpretative fuori del comune, Julie Andrews deve allo straordinario successo del suo primo film hollywoodiano, Mary Poppins, il conferimento dello statuto di star di prima grandezza».

Barbera ha sottolineato la versatilità di Julie Andrews, ricordando che durante la sua carriera ha scelto di cimentarsi in ruoli drammatici, provocatori o intrisi di ironia. «È il caso di Tempo di guerra, tempo d’amore, di Arthur Hiller, e dei numerosi film diretti dal marito Blake Edwards, con il quale diede vita a un sodalizio artistico tra i più profondi e duraturi. Il Leone d’Oro - ha concluso Barbera - è il riconoscimento doveroso di una carriera straordinaria che ha saputo conciliare il successo popolare e le ambizioni artistiche senza mai scendere a facili compromessi».

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