SUONI E VISIONI

Ferlinghetti compie 100 anni: il secolo lungo del visionario della beat generation

Giada Ferraglioni - 24/03/201911:10Aggiornato 29/03/2019 15:04

Poeta, intellettuale, editore, rivoluzionario. Attraverso le foto di Enzo Eric Toccaceli, Open ha ripercorso alcuni momenti della vita di uno tra i più importanti esponenti della controcultura del Novecento

«Bambini all’angolo della strada che parlano alla fine del mondo». Così Jack Kerouac definiva gli autori della beat generation, quel gruppo di poeti, scrittori e intellettuali all'origine della controcultura statunitense che più di tutte seppe segnare un secolo d'Occidente. Uno di loro, Lawrence Ferlinghetti, che i più attenti considerano la mente visionaria della beat, oggi, 24 marzo, compie 100 anni. Un bambino non lo è più, certo. Eppure, ancora non ha smesso di puntare al di là del presente: il 19 marzo è uscito il suo ultimo romanzo, intitolato Little Boy. «È un romanzo sperimentale, diciamo così», ha detto Ferlinghetti.

Enzo Eric Toccaceli | Ferlinghetti che anticipa i suoi cento anni, un bel po' di tempo prima. Reggio Calabria, 2010. Ultimo viaggio in Italia

Enzo Eric Toccaceli è un fotografo romano, classe '52. Come tanti in Italia è rimasto folgorato dall'incontro con gli intellettuali della beat generation durante gli anni dei fermenti. Ma, a differenza di molti altri, è riuscito in un'impresa straordinaria: andare on the road con i più grandi esponenti della generazione, seguirli in quella «specie di furtività» con cui Ferlinghetti, Jack Kerouac, Gregory Corso e Allen Ginsberg camminavano e superavano i tempi in cui vivevano. In aprile, uscirà una sua nuova raccolta di fotografie in occasione del centenario, dal titolo: Lawrence Ferlinghetti 100 Viaggio in Italia.

Toccaceli ha conosciuto Ferlinghetti 40 anni fa, nel 1979, durante lo storico Festival sulla spiaggia comunale di Castel Porziano. Tre giorni di poesie, oltre 20 mila persone: un evento epocale per l'Italia di quegli anni. Un'iniziativa in grado di «aprire le teste» a tutti i giovani che, sotto al palco di 40 metri per 10, accendevano falò, si passavano manoscritti e bevevano birra.

Enzo Eric Toccaceli | Pescara, 1998

Erano gli anni in cui musicisti e intellettuali cavalcavano insieme l'ondata della rivoluzione socioculturale: non a caso tra gli invitati dell'ultimo concerto della storica band di Bob Dylan sul palco si alternarono artisti e poeti. Tra questi c'era anche Lawerence Ferlinghetti, con la sua Loud Prayer. Tra l'altro è stato proprio grazie a questo crossover iniziato dalla beat che Dylan potè, anni dopo, vincere il Nobel per la letteratura.

«La beat generation mi ha letteralmente salvato la vita», dice a Open il fotografo dei poeti, come si definisce Toccaceli. «Immagina il 1966: ho 14 anni, abbandono scuola per mille motivi. Poi, dal nulla, l'incontro accecante con Juckebox all'idrogeno, la raccolta di poesie di Allen Ginsberg (tradotta da Fernanda Pivano, una delle più grandi traduttrici italiane di letteratura americana, ndR). Mi sono detto: questo poeta scrive della mia vita».

«Da quando non c'è più Fernanda Pivano, penso di essere l'italiano vivente più vicino a Ferlinghetti». Migliaia di chilometri percorsi, innumerevoli festival, incontri di pittura, mangiate goliardiche, gli alberghi, la vita normale. Un cammino fianco a fianco con colui che fondò la storica casa editrice City Lights, poi anche libreria; un editor che, su tutto, seppe intuire il potenziale infinito di Urlo, il poema in versi di Ginsberg.

Enzo Eric Toccaceli | Firenze, 1997

«Lui ha fatto parte di quella cultura che ha saputo incrociare vita di strada e poesia altissima», dice il fotografo. Ferlinghetti lo fece nella maniera più concreta possibile, aprendo una libreria che come obbiettivo si poneva quello di creare un punto d'incontro amichevole per chiunque volesse cambiare le cose. Un ambiente in cui «tutti potevano incontrarsi, raccontarsi idee e progetti, con libri e riviste sempre disponibili», come ha raccontato Elaine Katzenberger, attuale direttrice esecutiva della libreria.

Enzo Eric Toccaceli | Ferlinghetti con Mario Verdone, Roma 1996

Oggi Ferlinghetti è quasi totalmente cieco, ma la sua libreria indipendente City Lights continua a portare la luce nei vicoli del quartiere italiano di San Francisco. E anche in un periodo in cui lo spazio virtuale sembra aver sostituito quello fisico, in un giorno di marzo del 2019, in una delle librerie indipendenti più grandi di Milano, un libraio ci dice: «City Lights è "Il" modello. Ferlinghetti è stato un faro dell'editoria. Senza di lui la beat generation e la controcultura in generale non sarebbero state la stessa cosa».

Enzo Eric Toccaceli | Ferlinghetti legge la poesia che ha scritto per la morte di Ginsberg. Roma, Libreria Rinascita, 1997

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