SUONI E VISIONI

YouTube non elimina dalla piattaforma i video neo nazisti

Redazione - 03/04/201922:24

Dirette video, spot propagandistici, audiolibri e podcast: il colosso video di Mountain View ha deciso di non rimuovere i video degli attivisti di estrema destra

Google, dopo l’accusa di aver guadagnato grazie a commenti antisemiti su YouTube con l’aggregatore di commenti Super Chat, ritorna al centro delle polemiche per la mancata rimozione di video neo-nazisti.

I contenuti incriminati

Dirette video, spot propagandistici, audiolibri e podcast: questi i principali contenuti finiti nel mirino delle diverse inchieste giornalistiche. Ad esempio, su YouTube è possibile reperire alcuni video di Atomwaffen, uno dei più violenti gruppi dell’estrema destra statunitense, sospettato di essere responsabile di almeno cinque omicidi con movente razziale. 

Sempre sui loro canali è possibile trovare la versione audio del libro Siege, scritto negli anni Ottanta dal neonazista James Mason e dedicato al killer Charles Manson. Su YouTube sono reperibili anche alcuni episodi del podcast neonazista Radio Wehrworf, le cui pagine erano invece state oscurate da servizi di hosting audio come Bluehost e Zencast. 

Come funziona il filtro di YouTube

I video di propaganda neo-nazista, per esempio, vengono segnalati come contenuto sensibile e non vengono inseriti nelle liste dei video suggeriti secondo i gusti degli utenti, ma non vengono rimossi. Ad essere bloccata è invece la possibilità di commentare e di mettere like. 

La posizione di YouTube 

YouTube dinanzi all’evidenza di trarre vantaggio da contenuti estremisti prima da Bloomberg, poi da Motherboard, ha spiegato tramite un proprio portavoce al New York Times che «l’azienda rigetta questo tipo di contenuti ma, a differenza dei contenuti con taglio maggiormente propagandistico e definito, come quelli dell’ISIS, c'è maggiore difficoltà a intercettare e a determinare una violazione dei nostri termini di servizio». 

«La sfida è più difficile in questi casi perché il confine tra discorso politico e l’hate speech è molto labile di questi tempi. L'intelligenza artificiale ci viene incontro in questi casi, ma c'è ancora tanto da fare», ha commentato il chief product officer di YouTube Neal Mohan. 

Le precedenti accuse contro Youtube

Non è la prima volta che la piattaforma video del colosso di Mountain View viene accusata di incuria davanti a questi episodi. Dopo l’attentato neonazista nelle moschee di Christchurch le aziende della comunicazione tech sono finite tutte sotto accusa per non aver rimosso rapidamente i contenuti e la diretta della sparatoria, oltre a riscontrare numerose difficoltà nel bloccare i tentativi di ricaricarlo da parte di altri utenti.

Foto copertina Shutterstock | Youtube

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