SUONI E VISIONI

«Game of Thrones»: il primo episodio: tutto da copione, o quasi

Valerio Berra - 15/04/201910:31

La prima puntata dell'ultima stagione non si sbilancia troppo. Ci sono scene molto attese e incontri che si aspettavano da decine di puntate. Una presa di fiato insomma, prima della corsa finale

È stata un' attesa lunga, 595 giorni in tutto, ma ci siamo. Game of Thrones, la serie che ha cambiato il mondo delle serie tv, è arrivata all'ultima stagione. Nessuno sa cosa succederà in queste sei puntate. La trama ormai è andata ben oltre alla prospettiva dei libri e gli autori trattano qualsiasi possibile spoiler come fosse materia di sicurezza nazionale.

Per il pubblico italiano il vero appuntamento è oggi, 15 aprile, alle 21.15 su Sky Atlantic. Eppure molti fan hanno vegliato tutta la notte per vedere la diretta prevista delle 3.00 di notte, in diretta con gli Stati Uniti. Per il doppiaggio in italiano bisognerà aspettare il 22 aprile, sempre in prima serata.

Tutto come previsto, fin troppo

Niente di eccezionale, anzi. La prima puntata dell'ottava stagione di Game of Thrones sembra essere una presa di fiato. Come se gli autori volessero fare una pausa prima di lanciarsi nella narrazione vera e propria. Tutto è esattamente come lo avevamo lasciato. Jon Snow e Daenerys Targaryen si muovono verso il castello degli Stark, Grande Inverno. A seguirli, oltre l'orda dei Dothraki ci sono migliaia di Immacolati. Il rapporto tra i due ha diversi piani di lettura.

Da una parte c'è il livello politico. Jon Snow ha accettato di sottomettersi alla regina proveniente dagli Essos e questo non è piaciuto a molti dei suoi lord. In primo luogo la sorellastra Sansa, lady di Grande Inverno. Jon però gode di largo credito fra il suo popolo che si fida ancora molto di lui.

Dall'altra c'è quello sentimentale. Jon e Dany vivono la perfetta storia d'amore fantasy, con volo a cavallo dei draghi attraverso le terre ghiacciate del nord. Una sequenza che sembra costruita apposta per soddisfare i desideri dei fan. E che, proprio per questo, risulta un po' troppo stucchevole.

Le reunion, dagli Stark al Mastino

Jon incontra di nuovo i suoi fratelli, Arya e Bran, ritroviamo Tyrion e Jaime a Grande Inverno e una Cersei sempre più crudele ad Approdo del Re. Insomma, niente di diverso da quello che ci si poteva aspettare. Nella rassegna degli incontri, assolutamente non scontata è la scena in cui Daenerys incontra Samwell Tarly, fido compagno di Jon Snow.

La Madre dei Draghi confessa, senza troppo pudore, di aver giustiziato sia suo padre che suo fratello. Entrambi avevano rifiutato di inginocchiarsi e riconoscerla come nuova regina. Sam sembra piangere, ma si trattiene e non commenta oltre le parole di Daenerys. Tagliente anche l'incontro tra Arya e il Mastino: «Tu mi hai lasciato morire», «Sì ma prima ti ho derubato».

Ritorno alle origini, come nella prima puntata

Il piccolo erede degli Umber, famiglia di alfieri degli Stark, viene trovato appeso al muro della sua fortezza. Lo circondano parti di corpi umani disposti come a formare un disegno. Lo stesso macabro rituale che si vedeva nella prima puntata della prima stagione. Un segnale, ancora indecifrabile, lasciato dagli Estranei. È un po' un ritorno all'inizio. Poche e violente immagini che chiudono un cerchio iniziato sette stagioni fa.

La nuova sigla: dentro i meccanismi del Trono

Ad essere molto cambiata è la sigla. Siamo stati abituati a vederla trasformarsi di puntata in puntata, mostrando la mappa del Trono di Spade attraverso luoghi sempre diversi. Ogni città, ogni monumento, era presentato però nello stesso modo. Degli ingranaggi cominciano a muoversi fino a completare la costruzione di una città.

Nella nuova sigla la prospettiva cambia. La visione non è più dall'alto, lo sguardo dello spettatore entra dentro le fortezze mostrate nella serie e le vede costruirsi dall'interno. Una scelta che fino ad ora non ha ancora una spiegazione ma che certo non può essere stata del tutto casuale.

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