LA CRONACA

I casalesi all'assalto del Nordest? La DIA di Trieste arresta 7 persone

18/1207:43Cristin Cappelletti

L’accusa è di aver costretto professionisti, imprenditori italiani e stranieri, a rinunciare a notevoli compensi per favorire gli interessi del clan camorristico

La DIA di Trieste, la direzione investigativa antimafia, assieme alla Guardia di finanza provinciale ha annunciato di aver arrestato sette persone accusate di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Gli indagati sono accusati di aver partecipato, a vario titolo, ad estorsioni commesse in Croazia e pianificate in Italia a danno di imprenditori e professionisti, alcuni dei quali italiani ma che facevano affari a Pola (HR). I reati si sono consumati attraverso minacce ed intimidazioni finalizzate a favorire gli interessi del clan camorristico dei casalesi.

L’operazione è avvenuta con l’aiuto della DIA di Napoli, di Milano, di Padova e di Bologna, e della Guardia di Finanza di Trieste e con quello dei militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Trieste. Sono state impiegate oltre 100 unità con avanzati strumenti di ricerca e localizzazione.

Nel corso delle indagini sono emersi molti elementi che inducevano a pensare che Fabio Gaiatto, presunto intermediario finanziario della Camorra a Portogruaro (VE) avesse investito ingenti  somme di denaro, circa 12 milioni di euro, appartenenti a consorterie criminali riconducibili al clan dei “Casalesi “. Secondo l’indagine Gaiatto avrebbe messo in piedi un complesso sistema per investire illecitamente i capitali utilizzando diverse società con sede in Croazia, Slovenia, Gran Bretagna.

 

La morsa dei Casalesi

Nei primi mesi del 2018, sulla base di denunce acquisite da un professionista croato ed attraverso le istanze di altri creditori, il tribunale croato ha pignorato i conti correnti delle società facenti capo a Gaiatto e disponevano il blocco finanziario delle stesse, impedendogli così di restituire quanto investito dal clan.   

Il dissesto finanziario del Gaiatto e le pressioni da parte del clan di rientrare in possesso delle ingenti somme impegnate, hanno condotto lui e i suoi soci a mettere in atto una vera e propria campagna di estorsioni nei confronti di numerosi professionisti, italiani e croati, pur reperire i soldi da restituire ai Casalesi.

Sono emersi così i consistenti interessi economici in gioco, pari a un giro di affari di decine di milioni di euro puntualmente ricostruito dagli uomini della DIA di Trieste la cui attività operativa ha consentito l’arresto di sei persone più Gaiatto, che era già in carcere. Decine sono le perquisizioni in corso nei confronti di altri soggetti, tra cui diversi personaggi che hanno aiutato Fabio Gaiatto ad eludere le investigazioni dell’A.G. triestina.        

Gli arresti e le perquisizioni hanno investito anche i territori della provincia di Napoli, Milano, Modena, Treviso, Padova, Portogruaro (VE), Udine e Trieste.

 

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