LA CRONACA

Un giudice è finito sotto scorta dopo un post di Salvini

20/1219:15

Il ministro dell'Interno lo ha criticato su Facebook e nei commenti sono arrivati insulti e minacce

Un giudice di Lucca, Gerardo Boragine, è stato messo sotto scorta per un post pubblicato su Facebook da Matteo Salvini. O meglio, per le minacce ricevute dai simpatizzanti del Ministro che hanno commentato il post. Boragine è stato attaccato per aver assolto una ventina di contestatori, accusati di aver lanciato uova e sassi durante un comizio di Salvini del 2015, a Viareggio.  "Evidentemente aggredire e lanciare sassi per qualcuno non è reato. Evviva la “giustizia” italiana, io tiro dritto", ha scritto il social media editor del Ministro.

 
 

Tra i 2420 commenti al post sono presenti minacce, insulti e fotografie del giudice. Elementi sufficienti per l’assegnazione della scorta, come deciso dal Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica di Lucca. 

 

L'Associazione Nazionale Magistrati della Toscana e la Camera Penale di Lucca hanno accusato Salvini di aver fatto un “utilizzo distorto dei social nel solco del populismo giustizialista". 

 

 

 

L’assoluzione dei 27 manifestanti, chiesta anche dal pubblico ministero, è avvenuta perché il fatto non sussiste. Le motivazioni saranno rese pubbliche entro 60 giorni.

 

 

 

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