LA CRONACA

La rabbia degli sfollati: 50 scosse e nessuna allerta

27/1207:20

Nella notte sono state registrate 10 scosse deboli. L'Istituto nazionale di vulcanologia: "La forte sismicità non ci lascia tranquilli"

28 feriti, 600 sfollati, case e chiese crollate. A Pennisi, una frazione di Acireale, ha ceduto anche la statua di Sant'Emidio, protettore dei terremoti. Il giorno dopo il sisma che ha fatto tremare i comuni alle pendici all'Etna, da Zafferana Etnea ad Acireale, è il momento delle recriminazioni: "Perché nessuno ci ha avvertito? Dov'è lo Stato", dicono, accusando chi - a loro dire - ha sottovalutato la lunga scia di scosse che attraversava la zona da diversi giorni e che è poi culminata in un terremoto di magnitudo 4.8.

 

 

A terra sono rimaste macerie e feriti. Non ci sono stati morti e per molti lì è un miracolo. ​​​Da ieri gli sfollati dormono nelle palestre, negli hotel, qualcuno ha preferito la macchina: oggi riceveranno la visita dei due vicepremier, Di Maio e Salvini, attesi nel pomeriggio in Prefettura per fare il punto sulla situazione. Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, riunirà la giunta per dichiarare lo stato di calamità.

 
 

Zafferana Etnea è il comune più colpito: nella frazione di Fleri, in particolare, sono rimaste ferite diverse persone ed è crollata la facciata di una palazzina in cui vivevano quattro persone, padre, madre e due figli minorenni: "Eravamo a letto - ha dichiarato all'Ansa il padre - quando le pareti ci sono crollate addosso. I mobili ci hanno protetto dalle macerie, siamo vivi per miracolo". 

 

Il tratto della A18 - tra i caselli di Acireale e Giarre - chiuso ieri per controlli per la presenza di lesioni sospette sull'asfalto non è stato ancora riaperto. La notte è passata tranquillamente: l'Istituto Nazionale di Vulcanologia ha registrato 10 scosse lievi, ma ieri - intervistato da Open - il direttore Eugenio Privitera non ha nascosto le difficoltà del momento: "la forte sismicità - ha detto - non ci lascia tranquilli. La situazione ricorda quella dell'ottobre del 1984 che provocò un morto a Zafferana Etnea: è sempre la faglia di Fiandaca, che quando si muove è pericolosa".

 
 

Secondo i rilevamenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a solo 1 km di profondità ed epicentro vicino ai comuni di Viagrande e Trecastagni. 

 

L'epicentro/Fonte: INGV - Centro Nazionale Terremoti

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