LA CRONACA

A Roma anno nuovo, rifiuti vecchi: Capodanno tra roghi e spazzatura per strada

01/0116:14Angela Gennaro

Già in perenne sofferenza nella gestione quotidiana dello smaltimento dei rifiuti, Roma arranca che l’impianto di trattamento meccanico biologico su via Salaria (il Tmb Salario) è fermo in seguito all'incendio dell’11 dicembre 

Nuovo anno, vecchi problemi: all'alba del 2019, il problema di Roma con la spazzatura sembra tutt'altro che risolto. La mattina del primo giorno dell'anno vede rifiuti per strada, resti di cenone di San Silvestro, ma anche rimanenze delle giornate precedenti. Nonostante l'Ama, l'azienda municipalizzata, abbia messo in campo per l'attività straordinaria delle feste 90 mezzi e 140 operatori, i sacchetti dell'immondizia restano anche oggi per terra. Va meglio nel Centro storico, ma non in tutte le zone. 

 

 

Sulla mancata raccolta dei rifiuti, la procura di Roma ha avviato qualche giorno fa un'inchiesta, al momento contro ignoti. E tornano anche i "roghi": decine di cassonetti in fiamme, 160 interventi dei Vigili del Fuoco e danni ad alcune auto, soprattutto sul litorale e alla periferia est della città.

 

Il punto è che Roma, già in perenne sofferenza nella gestione quotidiana della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti (c'è chi collega la costante crisi alla chiusura della discarica di Malagrotta voluta dall'ex sindaco Ignazio Marino), ora arranca ancora di più dopo che l’impianto di trattamento meccanico biologico su via Salaria (il Tmb Salario) è fermo in seguito all'incendio dell’11 dicembre. Una realtà molto contrastata da comitati della zona e residenti delle vie limitrofe, ma che trattava 700 tonnellate di rifiuto indifferenziato al giorno, e fungeva da deposito per mille tonnellate giornaliere da trasferire in impianti fuori dalla capitale per essere trattate. 

 

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Il Tmb Ama Salario, nato nel 2011, è oggi chiuso, e i residenti sperano che non riapra mai più, come promesso dopo l’incendio dalla sindaca Virginia Raggi. Resta ancora attivo l’altro impianto gemello, quello di Rocca Cencia, sempre di proprietà dell’Ama. Ma non basta. Le tonnellate che venivano lavorate al Salario, in seguito a vari accordi, tra gli impianti di Viterbo, Frosinone e Aprilia con l'accordo siglato tra Lazio Ambiente, che controlla la discarica di Collefagiolara a Colleferro, e la società privata Rida Ambiente di Aprilia. 

 

I rifiuti romani continueranno ad andare anche in Abruzzo: a fine dicembre è stato rinnovato l'accordo per cui per tutto l'anno la regione ne tratterà 70 mila tonnellate. A una condizione: che vengano solo trattati e non smaltiti. A Roma e ad Ama resta il problema di smaltire la spazzatura trattata dagli impianti abruzzesi in discariche fuori Regione. 

 

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