LA CRONACA

Ultrà morto, Piovella al giudice: "Sono il responsabile morale"

03/0113:00Redazione

Interrogato per ore, si è avvalso della facoltà di non rispondere sugli scontri. Per il Gip ha organizzato l'assalto ai tifosi del Napoli e ha partecipato attivamente al "combattimento"

"Daniele era un fratello maggiore, un amico fraternissimo, avevo passato il Natale con lui". Sono le parole del "Rosso", uno dei capi del tifo interista arrestati dopo gli scontri di Santo Stefano in cui è morto Daniele Belardinelli, supporter del Varese e "amico" dei nerazzurri. Marco Piovella, 34 anni, laureato in design al Politenico e titolare di un’azienda con sei dipendenti, è stato interrogato per ore ma si è avvalso della facoltà di non rispondere su quello che è successo negli scontri prima di Inter-Napoli. Solo quando si è parlato dell'amico ultrà morto, investito da un'auto, Piovella ha rotto il silenzio - come riportato dal Corriere della Sera - e si è lasciato andare a questo sfogo. "Sono il responsabile morale della morte di Daniele, ho visto l'auto travolgerlo".

 

Auto che forse erano due. Perché quella sera del 26 dicembre, durante gli scontri, Piovella ha raccontato di aver visto l'amico che veniva travolto da un mezzo dopo che era già finito a terra. Ecco perché Belardinelli, 39 anni, potrebbe essere stato investito anche da due auto diverse tra quelle con a bordo gli ultras napoletani che si stavano avvicinando allo stadio. Una carovana di macchine poi bloccata dall'agguato dei tifosi nerazzurri, un agguato alla squadra opposta che il Gip Guido Salvini ha definito "un'azione in stile militare frutto di una subcultura sportiva di banda".

 

Marco Piovella è stato indicato da un altro degli arrestati - il 21enne Luca Da Ros - come l'organizzatore degli scontri. In carcere dal 31 dicembre, deve rispondere di lesioni e rissa aggravata.

 

E proprio Piovella si sarebbe impegnato a prendere in braccio Belardinelli, a caricarlo nella sua auto e a portarlo in ospedale insieme ad altri compagni di curva. Curva che "Il Rosso" frequenta da 20 anni. "Io mi occupo solo delle coreografie nel direttivo", si è limitato a dire Piovella nel corso dell'interrogatorio. Per il resto ha fatto silenzio, ma sul suo ruolo nella vicenda pesano le parole scritte dal Gip nell'ordinanza cautelare: "Piovella ha personalmente organizzato l'assalto ai tifosi del Napoli e ha partecipato attivamente allo scontro tra le fazioni, svolgendo un ruolo decisivo alla luce del suo ruolo apicale nei gruppi interisti".

 

Prosegue intanto la caccia all'auto pirata. Gli investigatori stanno lavorando sulle immagini delle auto che si allontanavano dopo l'investimento. Hanno individuato tre macchine sospette di media cilindrata e di colore scuro. Una di queste è stata individuata a Napoli e sequestrata. Si tratta di un'auto noleggiata con la formula "a lungo termine". Gli investigatori napoletani hanno però individuato anche altri due mezzi segnalati a Milano. Si tratta solo di auto coinvolte nella carovana dei tifosi del Napoli, potrebbe dunque non esserci associazione con l'investimento. Anche perché, secondo le testimonianze, dovrebbe essere stato un suv a investire Belardinelli. I punti interrogativi restano tanti e la loro soluzione lontana.  

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