LA CRONACA

"Corleone", il bistrot parigino della figlia di Totò Riina

Chiara Piselli - 08/01/201918:58

Dentro il ristorante, l'esposizione e la vendita dei suoi quadri. Il sindaco Nicolosi: "È inaccettabile che chi ha massacrato Corleone, marchiandola in modo infame, oggi usi il nome e lo stemma del Paese per trarne vantaggio economico"

È al 19 di rue Daru di Parigi che Lucia Riina, classe 1980, figlia del capomafia Salvatore Riina, ha aperto il suo ristorante italiano. Forse per cominciare una "nuova vita", lontano da Corleone, il suo paese di origine in provincia di Palermo. Ma "la distanza è niente", scrive sul profilo Facebook e, dunque, proprio Corleone si chiama il suo bistrot dal menu italiano e siciliano, non lontano dall’Arc de Triomphe. La figlia del boss di Cosa nostra - morto in carcere il 17 novembre 2017 - si è trasferita a Parigi con il marito Vincenzo Bellomo e la sua bambina di due anni. Da tempo aveva espresso il desiderio di lasciare Corleone, dove si sentiva “oppressa” ed “emarginata”.

Dietro ai vetri e al legno scuro degli esterni del locale - che risulta essere intestato a Luvitopace, una società per azioni presieduta da un francese - Lucia Riina espone e mette in vendita i suoi dipinti, la passione di sempre, come testimoniato dalla vecchia produzione sul suo sito personale.

Nel menu, piatti italiani ma con particolare riguardo per le ricette della tradizione siciliana. Nei primi post su Instagram, tra spaghetti al pomodoro, pietanze di pesce e dolci tipici, fa capolino un piatto con contorno di caponata. "Molto accogliente, pasto succulente", "Il migliore ristorante italiano a Parigi", si legge su alcune recensioni. E ancora: "Tutto buonissimo! Antipasti, primi e secondi di qualità".

È al 19 di rue Daru di Parigi che Lucia Riina, classe 1980, figlia del capomafia Salvatore Riina, ha aperto il suo ristorante italiano. Forse per cominciare una "nuova vita", lontano da Corleone, il suo paese di origine in provincia di Palermo. Ma "la distanza è niente", scrive sul profilo Facebook e, dunque, proprio Corleone si chiama il suo bistrot dal menu italiano e siciliano, non lontano dall’Arc de Triomphe. La figlia del boss di Cosa nostra - morto in carcere il 17 novembre 2017 - si è trasferita a Parigi con il marito Vincenzo Bellomo e la sua bambina di due anni. Da tempo aveva espresso il desiderio di lasciare Corleone, dove si sentiva “oppressa” ed “emarginata”.

Dietro ai vetri e al legno scuro degli esterni del locale - che risulta essere intestato a Luvitopace, una società per azioni presieduta da un francese - Lucia Riina espone e mette in vendita i suoi dipinti, la passione di sempre, come testimoniato dalla vecchia produzione sul suo sito personale.

Nel menu, piatti italiani ma con particolare riguardo per le ricette della tradizione siciliana. Nei primi post su Instagram, tra spaghetti al pomodoro, pietanze di pesce e dolci tipici, fa capolino un piatto con contorno di caponata. "Molto accogliente, pasto succulente", "Il migliore ristorante italiano a Parigi", si legge su alcune recensioni. E ancora: "Tutto buonissimo! Antipasti, primi e secondi di qualità".

 

Il commento del sindaco di Corleone

"È inaccettabile che chi ha massacrato Corleone, contribuendo a marchiarla in maniera infame, oggi possa usare il nome del Paese per trarne vantaggio economico". Questo il commento del sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi all'apertura del ristorante parigino di Lucia Riina che ha usato il nome e lo stemma del comune di Corleone sull'insegna. "Non è ammissibile - prosegue Nicolosi - che a usare il nome del paese sia chi ha maltrattato Corleone, persone legate al boss Totò Riina, come in questo caso". "Faremo di tutto - conclude il neo sindaco - per neutralizzare questa iniziativa e verificherò se è possibile bloccare l'uso dello stemma del Paese".

Ansa/Nicolò Nicolosi, sindaco di Corleone |

Lucia Riina song

Si può forse capire qualcosa di più su Lucia Riina da una canzone di Tru Factz, un rapper di origini scozzesi, postata dalla stessa Lucia Riina sul suo canale YouTube e Facebook. Un pezzo, forse commissionato dalla stessa donna, in cui è racchiusa una versione della sua biografia. I versi ripercorrono l'infanzia della figlia del Capo dei capi, il gioco coi suoi fratelli, la sua passione per la pittura, le diversità della sua famiglia visti dagli occhi di una bambina, fino all'incontro con suo marito. Sotto la voce del rapper scorrono le immagini dei suoi dipinti realizzati negli anni: immagini di donna evidenziate da colori accesi.

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